di Nico Andriani
Oggi l'ex professoressa Adua Bragiotti, 67enne, lascia l'ospedale di Corato per passare alla riabilitazione di Ruvo,
Una storia che ha dell'incredibile, insieme al tragico, soprattutto perchè una storia conosciuta da tantissimi ma che è stata vissuta nel silenzio per tanti anni.
Una telefonata al 118 per richiedere dei soccorsi dopo una caduta ha mobilitato nell'agro di Terlizzi, in contrada Pineta Paù, sulla vecchia provinciale Ruvo-Molfetta, un intervento congiunto dei carabinieri, dei vigili urbani di Terlizzi, degli ufficiali veterinari e della Asl, insieme ai volontari della lega di difesa del cane.
Centinaia tra cani e gatti tenuti in condizioni di massimo degrado, legati a piccoli guinzagli come cappi oppure in gabbiette piene.
Tutt'intorno ciotole, mangime, escrementi ed immondizia, perchè la casa, un container spoglio in cui lei viveva, mancava di fogna ed acqua.
La volontà della donna è stata da sempre la discriminante per una segnalazione alle autorità, nonostante le lamentele, per la sua scelta di vivere isolata dal mondo presa 5 anni fa, immediatamente dopo il suo ritorno dall'america, dove risiede l'unico suo fratello.
La donna, su invito dei suoi confinanti che si lamentavano per il tanfo dei propri rifiuti, si apprestava ad incenerirne una certa quantità, quando ha perso l'equilibrio ed è caduta rovinosamente rischiando di cadere nello stesso fuoco che aveva appena acceso.
Per fortuna avendo il cellulare con sé è riuscita ad avvertire il 118 che, accorso in aiuto della donna, si è trovato di fronte al tragico scenario.
Ora che sta bene, la sua precisa intenzione è quella di tornare a vivere lì a prendersi “cura” dei suoi animali, per i quali spendeva mensilmente l'intera sua pensione, più di 1000euro, tralasciando la cura della propria persona, ma i suoi animali (tra cui molti gatti di razza) sono stati divisi tra i vari centri limitrofi e la notizia della perdita di quell'unica ragione che coscientemente era diventata una vera e propria scelta di vita l'ha distrutta, ma alle sue dimissioni (massimo tre settimane) i servizi sociali, insieme ai familiari lontani che si sono subito resi disponibili, si prenderanno cura di un caso e di una storia disumana forse difficili da risolvere, assicurando però di non lasciarla sola.