Proroghe, criteri e scadenze IMU. Biagio Berardi (Confesercenti): “Solo pasticci sia nazionali che locali”

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Interrogativi e valutazioni sul “balzello” che sta creando non pochi problemi sia agli operatori che agli studi professionali.
L’intervento del rappresentante dell’associazione di categoria pone sul tavolo di discussione alcuni quesiti in merito alla diversità dei criteri assunti per le riduzioni dell’IMU (per le aree edificatorie) e sulle scadenze per l’IMU agricola.
“Appare oggi 13 dicembre sul “Sole 24 Ore” – attacca il dott. Biagio Berardi a nome della Confesercenti – la decisione assunta ieri dal Consiglio dei Ministri di una “Mini-proroga” al 26 gennaio 2015 del versamento dell’IMU sui terreni agricoli che prima erano oggetto di esenzione, esattamente a 3 giorni prima della scadenza del 16 dicembre”.
“Il Comune di Terlizzi con altrettanto ritardo – prosegue il rappresentante di categoria – pubblica in data 5 dicembre sul sito Istituzionale una “comunicazione”, quindi non noto all’intera cittadinanza, delle percentuali di riduzione applicabili al valore delle aree edificabili site sul territorio comunale”.
“Anche questo avviene a 10 giorni prima della scadenza, quando ormai gli operatori (studi, organizzazioni etc.) avevamo già predisposto i conteggi per il pagamento dell’IMU a saldo 2014, senza preoccuparsi minimamente di diffondere tale informazione tra la cittadinanza”.
Dopo la premessa Berardi contrattacca con un interrogativo che sottolinea il merito della questione: “Ciò che stupisce in questo provvedimento, meritorio peraltro in quanto ha recepito parzialmente il disagio e la protesta dei possessori delle Aree Edificatorie, è la individuazione di difformi percentuali di riduzioni che mutano secondo la tipizzazione delle Zone previste dal Piano Regolatore. Non è comprensibile – aggiunge – il criterio secondo il quale ad alcune Zone è stata applicata la percentuale di riduzione del 40% alcune altre del 10%, altre ancora dello 0%; non è assolutamente chiaro il criterio secondo cui alcuni possessori di dette Aree sono stati beneficiati, perché di questo si tratta, altri no!”
La controdeduzione è che “sarebbe stato più semplice, e sicuramente più giusto – spiega il delegato Confesercenti – individuare una percentuale unica di abbattimento dei valori, rendendosi interprete del diffuso e storico disagio dei possessori di dette Aree, rispetto ai quali, purtroppo precedenti Amministrazioni non hanno mai prestato attenzione. Alla luce di queste considerazioni, nasce il sospetto sulla legalità di tale provvedimento Amministrativo e sulla eventuale “ valutazione di merito” della stessa Corte dei Conti”.
“Noi tutti – conclude la nota del componente di giunta provinciale Confesercenti – abbiamo l’obbligo di promuovere la nostra città dal punto di vista economico, sociale di difenderla e di trovare insieme soluzioni ai disagi sempre più crescenti di strati sociali della nostra Terlizzi. Ma questo deve essere un percorso affollato di gente, di estrazioni e culture diverse, ma unite tutte dall’unico obiettivo della crescita civile, sociale e democratica della nostra città”.
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