Sparatoria in pieno giorno a Terlizzi, la Cassazione annulla per la seconda volta la condanna di Dello Russo: prescritte le lesioni

La Suprema Corte dichiara prescritti i reati di lesioni, conferma gli effetti civili e dispone un nuovo giudizio per il reato relativo all’arma da fuoco

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La Cassazione annulla per la seconda volta una sentenza di condanna nei confronti di Roberto Dello Russo, coinvolto nella sparatoria che il 30 giugno 2015 scosse Terlizzi. La quinta sezione penale della Suprema Corte ha annullato la decisione emessa il 9 gennaio 2026 dalla prima sezione della Corte d’appello di Bari, in parte senza rinvio e in parte con rinvio per un nuovo giudizio, all’esito del ricorso presentato dalla difesa degli avvocati Dario Vannetiello e Ada Rosito, nonostante il parere contrario del procuratore generale.

La decisione interviene su una vicenda giudiziaria legata a uno scontro armato avvenuto in pieno giorno, in una strada pubblica, tra il gruppo di Gioacchino Baldassarre, insieme ai suoi tre fratelli, e Dello Russo, all’epoca antagonista del gruppo nelle attività criminali. Nel conflitto a fuoco rimasero coinvolti anche Michele Baldassarre e una passante, Angela Altamura, rimasti feriti.

Per Dello Russo erano contestati la detenzione e il porto in luogo pubblico di un’arma da fuoco, oltre alle lesioni personali, con le aggravanti legate alla recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale.

Il percorso processuale ha attraversato più gradi di giudizio. In primo grado il Tribunale di Trani aveva condannato Dello Russo a 13 anni di reclusione, anche per tentato omicidio. In appello, invece, la Corte di Bari lo aveva assolto da quest’ultima imputazione, riducendo la pena a tre anni e quattro mesi per gli altri reati. I giudici avevano condiviso la tesi difensiva secondo cui l’uomo avrebbe agito per difendersi dall’aggressione del gruppo Baldassarre, senza la volontà di uccidere.

Già il 13 marzo 2025 la Cassazione era intervenuta sulla vicenda, annullando una precedente decisione. Ora è arrivata una seconda pronuncia della Suprema Corte, con effetti differenti sulle imputazioni ancora in discussione e sulle relative conseguenze civili.

La Suprema Corte ha infatti annullato senza rinvio, ai soli effetti penali, la sentenza relativa ai reati di lesioni personali volontarie aggravate in danno di Giuseppe Baldassarre, Michele Baldassarre e Angela Altamura, dichiarandoli estinti per intervenuta prescrizione. La Cassazione ha invece rigettato il ricorso agli effetti civili, lasciando ferme le statuizioni civili contenute nella sentenza impugnata. Quanto al reato previsto dagli articoli 10 e 14 della legge 497/1974, la sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio davanti a un’altra sezione della Corte d’appello di Bari.

Su quest’ultimo fronte, secondo quanto evidenziato dalla difesa, si profila anche la questione della prescrizione, che potrebbe incidere ulteriormente sull’esito del procedimento.

L’esito assume rilievo anche alla luce delle condanne per tentato omicidio inflitte a Gioacchino Baldassarre e Giuseppe Baldassarre per la loro partecipazione allo stesso conflitto a fuoco. Una vicenda che, a distanza di oltre undici anni, continua dunque a produrre sviluppi giudiziari differenti per i protagonisti dello scontro.

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A seguito della precisazione trasmessa dall’avvocato Pasquale Pellegrini, difensore di Angela Altamura, l’articolo è stato aggiornato per chiarire che la Cassazione ha dichiarato estinti per prescrizione i reati di lesioni personali aggravate, ai soli effetti penali, rigettando il ricorso agli effetti civili. Non si tratta, pertanto, di una pronuncia di assoluzione per tali reati.

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