La disavventura di Michele, giovane terlizzese bloccato in Colombia per lo stop ai voli

La Redazione
voli bloccati

Il ragazzo era partito per una vacanza in Sud America attorno alla metà di febbraio e avrebbe dovuto far rientro in Italia a marzo, ma i voli internazionali sono fermi fino a maggio

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Un giovane terlizzese è bloccato in Colombia da quasi un mese a causa della crisi internazionale legata al coronavirus.

Non è, infatti, previsto al momento alcun volo di rientro dal Sud America e questa situazione durerà ancora per qualche settimana. Secondo gli ultimi aggiornamenti, gli aeroporti colombiani riapriranno il 31 maggio, sebbene non sia chiaro quando saranno riattivati i voli per l’Italia.

Michele De Chirico, 21 anni, originario di Terlizzi, è uno studente di economia e commercio e giovane imprenditore partito in vacanza assieme a un amico per il Sudamerica, dove avrebbe dovuto passare un mese. Da metà marzo i ragazzi cercano di far ritorno in madrepatria, senza fortuna. I due hanno affidato la loro testimonianza a “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

“Sarei dovuto rientrare il 17 marzo: sto riuscendo a tirare avanti con i miei risparmi, ma fino a quando ce la potrò fare? Non abbiamo nemmeno la possibilità di stipulare una assicurazione medica”, racconta il ragazzo, il cui volo di ritorno era prenotato per il 17 marzo. Pochi giorni prima dell’imbarco, però, “il 13 marzo, la compagnia aerea ci ha informati della cancellazione del volo di rientro per Roma”. In un primo momento il vettore ha rassicurato i ragazzi: “scrissero che non ci saremmo dovuti preoccupare in quanto ci avrebbero trovato una soluzione alternativa, cambiando il giorno oppure la tratta”.

Presto però la situazione è entrata in una fase di stallo e più di un mese fa, il 20 marzo, i ragazzi si sono messi in contatto con l’ambasciata italiana in Colombia e con il Ministero degli Esteri. “Ma tuttora l’ambasciata non fornisce nessun aiuto: ripetono solo che in Colombia, come in tutto il mondo, c’è lo stato di emergenza con la chiusura di tutti gli aeroporti fino al 31 maggio. Non sono in programma voli di rientro, quindi non ci possiamo muovere in alcun modo”. Secondo Michele la Farnesina non si sta interessando più di tanto del suo caso. “Che io sappia, sono stati organizzati voli di rientro per l’Italia da buona parte dell’America del sud: Brasile, Perù, Messico ed Ecuador. Dalla Colombia ancora niente”.

Anche la famiglia di Michele adesso è preoccupata e il padre di Michele, Michelangelo De Chirico afferma di voler contattare il sindaco e il governatore Emiliano. “In Colombia trattano gli italiani come degli untori, mio figlio e l’amico sono stati cacciati dal primo residence che li ospitava benché avesse fatto veder loro il passaporto con data 17 febbraio. Temevano portassero contagio perché italiani”, dichiara a “La Gazzetta” De Chirico.

L’ambasciata aveva anche fatto una proposta agli amici, che però hanno deciso di declinarla perché di fatto impraticabile. “Ci avevano informati della possibilità di rientrare in Italia il 15 aprile con un volo straordinario attivato con partenza da Bogotà e destinazione Bruxelles”, spiega Michele. “Il volo chiaramente dava priorità ai cittadini del Belgio: per tutti gli altri si procedeva al sorteggio per salire sull’aereo”. Tuttavia, i due amici si trovano a sette ore di automobile dalla capitale colombiana, un viaggio del costo stimato di 300 euro pro capite. Per di più il sorteggio poteva essere affrontato solo in presenza e “comunque, prima e a prescindere dal sorteggio, avremmo dovuto acquistare un volo che collegava Bruxelles a Roma: altri 350 euro. Abbiamo saputo che sull’aereo s’è creato posto per tre italiani, e in aeroporto se ne sono presentati nove”, considera Michele.

Per giunta – continua il racconto – “chi rimaneva a terra aveva poi obbligo di permanenza a Bogotà, in hotel oppure ostelli. E noi non potevamo permetterci di pagare il soggiorno a Bogotà. Qui stiamo evitando anche di uscire di casa, per mantenerci con i nostri risparmi, senza alcuna certezza di quando questa situazione assurda si riuscirà a sbloccare e tenendo conto dei costi elevati che sosterremo per il biglietto di ritorno. Dicono che gli aeroporti saranno riaperti dopo il 31 maggio. Sarà così? Riprenderanno anche i voli per l’Italia?”.

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