Bocciata l’Universita di Bari
Il voto negativo arriva da parte del Censis
Nel tempo in cui vanno maturando le scelte per chi ha da poco terminato gli esami di stato, arriva una notizia che spiazza: la qualità dell’Ateneo Barese è messa fortemente in discussione da un’indagine dell’istituto di ricerca Censis.
In forte ribasso le facoltà di Economia, finita al 32° posto su 49, Farmacia, ventiquattresima su 29, Giurisprudenza, ventitreesima su 45, Lettere, al 22° posto su 42, Medicina, al 28° posto su 37, Scienze della Formazione, settima su 21 e Scienze, ventitreesima su 28.
Rispetto allo scorso anno accademico reggono solo Lingue e Agraria, mentre anche al Politecnico le cose non vanno affatto meglio: Architettura è quattordicesima ed Ingegneria trentaquattresima, cioè quintultima in Italia.
Tutto questo porta ad una bassa valutazione complessiva dell’Università di Bari, settima su undici nella classifica degli atenei più grandi, con la votazione di 84.3 su 110, e decima in quella dgli atenei di medie dimensioni, sotto i 40.000 iscritti. Ultimo il Politecnico, con una valutazione di 84/110.
In una guerra tra poveri, tra disservizi e mancanze, l’Università di Bari resta comunque la prima del Sud Italia.
L’Ateneo si difende nelle parole del preside della facoltà di Lingue, Bruno Pompili, che dichiara: “Rifiuto la logica della produttività, rischiamo un giorno di dover dare conto del fatturato di una singola facoltà o di un dipartimento. Sono tranquillo per i risultati certificati sulla ricerca: cadiamo e di parecchio sul dato dei rapporti Erasmus/Socrates. Ma questo dipende dal tessuto sociale: le borse Erasmus sono irrisorie per quantità e qui al Sud sono in poche, rispetto alle realtà settentrionali, le famiglie che possono integrare economicamente la vita all’estero di studenti che già hanno difficoltà a seguire i corsi normali”.
Gli fa eco Antonio Iannarelli, preside della facoltà di Giuriprudenza, secondo cui: “c’è un divario evidente tra Nord e Sud, ma i fattori di analisi devono essere diversi: perchè il Censis non analizza quanti superano la prova di abilitazione per avvocati? Quest’anno c’è stata una percentuale di promossi di oltre il 50%”. Secondo Iannarelli “Giurisprudenza è penalizzata dai fuorisede che seguono meno ed anche perchè viene giudicata male dai rapporti internazionali”.
Alla facoltà di Scienze, il preside Elio Lofrumento definisce il giudizio del Censis “un pò troppo giornalistico e poco scientifico”, mentre il professor Corrado Petrocelli per la facoltà di Lettere dice che “il Censis non tiene conto di stage e tirocini avviati: chiederemo il rinnovo dei parametri”.
A parte i dati forniti dai rapporti di qualsivoglia istituto di ricerca, l’Ateneo di Bari ha bisogno di crescere in qualità del servizio, nella puntualità delle scadenze, nella cura del rapporto con ogni singolo studente: sono ancora in troppo a sentirsi considerati sempre e solo dei numeri.
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