La Madonna di Sovereto
Andando verso sud, a circa tre chilometri da Terlizzi si trova Sovereto, piccolo agglomerato urbano al cui centro è situato il Santuario della Madonna di Sovereto. La protettrice la si può venerare dal 23 aprile fino alla prima domenica di agosto, quando in suo onore si festeggia la festa patronale.
Sovereto è attraversata dalla famosa via Appia Traiana che fu percorsa da pellegrini e crociati diretti in Terra Santa. Il centro sorse intorno all’XI e XII secolo d.c. come convento di frati ed in seguito i monaci Giovannitti (l’Ordine ospitaliero di San Giovanni) vi costruirono un ospizio per i pellegrini e un ospedale per i Crociati, dove inoltre leggenda e tradizione vogliono questo luogo legato al mito dei Templari.
A metà della piccola navata il pavimento e’ interrotto da una grata metallica che copre l’ingresso a una grotta sottostante dove secondo la tradizione venne trovata un’immagine mariana che diede origine al culto, una sacra icona raffigurante la Vergine con il Bambino che viene celebrata nella prima decade di agosto.
Secondo il mito popolare, l’icona della madonna venne rinvenuta da un pastore bitontino che per cercare una sua pecora smarrita si accorse di una fenditura in tra la fitta vegetazione che lo condusse in una grotticella praticata in una anfrattuosità del sottosuolo carsico dove appoggiato ad uno sperone di roccia c’era la bella immagine della Vergine con il Bambino. Il pastore galvanizzato, piegò le ginocchia in atto di venerazione e di sommessa preghiera e la notizia si sparse in un baleno per Terlizzi e Bitonto.
Tra le due città, animate da un forte sentimento religioso, si accende l’aspra contesa per l’icona e per evitare guerre e tensioni le due comunità fecero ricorso ad un mezzo pacifico e di assoluta imparzialità. Venne quindi costruito un carro con sopra l’icona della madonna, trainato da due buoi, uno bitontino e l’altra terlizzese che sarebbero stati lasciati liberi di dirigersi dove avessero voluto senza alcun condizionamento da parte dell’uomo. Il verdetto sarebbe quindi stato deciso dai due animali che scelsero la via per Terlizzi. Il carro trainato dai buoi fu accolto con commozione e preghiere da parte dei terlizzesi ed ha segnato nel corso dei secoli il ciclo della festa patronale.
La Festa Maggiore si terrà quindi fra qualche giorno, il 7 agosto, quando l’antica icona, conservata nel Duomo di Terlizzi, verrà solennemente ricondotta al santuario s’una maestosa macchina da festa alta 22 metri. La struttura portante di legno è rivestita da intelaiature e cartapesta che esprimono motivi rinascimentali e barocchi e viene sospinta a braccia da una sessantina di devoti, sotto la guida di cinque timonieri che sono uno spettacolo unico ed affascinante, da non perdere.
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