Tutta piazza Cavour per Edoardo Bennato

Filippo Ferrante
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Ieri sera in piazza Cavour, Terlizzi ha avuto l’onore di ospitare uno dei più grandi cantautori italiani, Edoardo Bennato che si è esibito davanti ad un pubblico di forse quasi diecimila persone. Era da tempo che non si vedeva piazza Cavour gremita di gente e il cantautore non ha certo deluso le aspettative e l’attenzione del pubblico grazie alla qualità della sua musica e alla sua forte personalità.

 Ha incominciato il concerto introducendo alcuni brani del suo ultimo album “l’uomo occidentale” quali, “Bambina innamorata”, “Stop America” e “Cosa serve la guerra” per poi passare alle canzoni con le quali ha esordito e che hanno fatto la musica italiana come “Il rock di capitan uncino”, “L’isola che non c’é”, “Un giorno credi” e “Sono solo canzonette”. Ha cantato alternando brani del suo nuovo disco con quelle del suo reportorio (I buoni e i cattivi(1974), Io che non sono l’imperatore(1975), La torre di Babele(1976), Il burattino senza fili(1977), Sono solo canzonette(1980)) non mancando di stupire il pubblico con i suoi lunghi discorsi e preamboli prima di ogni canzone.

 Ha espresso riflessione sulla sua vita davanti ad un pubblico caloroso che è riuscito subito a metterlo a suo agio e non ha mancato di esprimere le sue opinioni sulla guerra e sui problemi delle dinamiche tra genitori e figli. Ha raccontato delle sue difficoltà ad emergere come cantante e dell’ostruzionismo che esercitarono gli esperti della rai quando poco dopo l’uscita del suo primo 33giri “I buoni e i cattivi”, giudicarono la sua voce poco radiofonica e non idonea per essere trasmessa via radio. Fu solo la fatalità del caso a portargli il successo come Bennato ironicamente spiega, “la  casa discografica decise che era arrivato il momento giusto per promuovere la mia musica.”

 Una grande serata per la città dei fiori e per i suoi cittadini che oltre a godere dello splendido spettacolo dal vivo del cantautore napoletano accompagnato da musicisti eccezionali, hanno scoperto un Bennato oratore, ma non tecnico e retorico come un politico bensì spontaneo e determinato, sportivamente intelletuale, con la chitarra in mano e gli occhiali da sole. Ha parlato con la stessa semplicità dei testi dei suoi brani, che esprimono ideali e profonde metafore attraverso la semplicità di un linguaggio che giunge a tutti, nessuno escluso.

 Prima del concerto, alle 19,30 in via Don Tonino Bello si è svolta anche la seconda edizione della “Sagra Enogastronomica” dove sono stati distruibiti salumi, formaggi, olio e vino con l’intento di sensibilizzare terlizzesi e turisti alla consumazione di prodotti locali. Non sono mancati inoltre gli odori diffusi per le vie, delle tante macellerie che cucinavano carne in occasione della festa patronale e che hanno invogliato la gente a fermarsi per farsi un panino ripieno. La festa patronale terminerà domenica 14 quando ci sarà il tradizionale ed atteso finale pirotecnico in contrada Largo dei Fiori. 

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