Il campione paraolimpico Luca Mazzone

La Redazione
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Luca Mazzone di Terlizzi, appassionato di sport, 17 anni fa fece un tuffo nel mare di Giovinazzo che lo paralizzò per sempre. Finisce su una sedia a rotelle ma non si arrende. Inizia il calvario, gli ospedali, la riabilitazione.

Un anno a Marsiglia, in una clinica specializzata dove svolge terapia in acqua. Sono passati 17 anni dal quel tuffo ed ora Luca è un campione di nuoto, due argenti alla paraolimpiedi, ha attraversato per tre volte lo stretto di Messina, l’ultima volta l’ha fatto in 53 minuti. In Puglia sono poche le piscine attrezzate per disabili, Luca torna ad allenarsi, nel mare di Giovinazzo, dalla trincea alla "Baietta". Aspettando nuove sfide.

"Il nuoto mi ha dato tutto" dice ora Luca sorridendo, "la mia vita somiglia un po’ a "Sliding doors", cosa sarei stato se non fossi rientrato in piscina, se non avessi avuto il coraggio di affrontare l’acqua?" Non ha dubbi Luca Mazzone: "Ora sarei un ragazzo obeso e abulico, senza obbiettivi, piantato davanti al televisore." Pausa "Se non fosse stato per il nuoto", sospira il campione, "non avrei neanche conosciuto mia moglie, forse."

Si stava allenando nella piscina di Ruvo per le paraolimpiadi di Sydney, nel ’99 quando incontrò l’amore. "La scintilla è scoppiata in acqua, subito. Siamo stati a parlare per due ore, a mollo. Era come se il tempo si fosse dilatato." Luca conosce Mara e va a Sydney: è la sua consacrazione, sportiva e personale. Torna con due argenti, nei cinquanta e nei duecento stile libero, un trionfo.

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