Inaugurata l’università della Terza Età

Nico Andriani
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Il 15 dicembre in via Sanremo (accanto all’Ufficio Postale di Via Nicola Quercia) è stata inaugurato il terzo anno accademico dell’Università della Terza Età.
Alla presenza del Vescovo di Cerignola mons. Felice Di Molfetta e del sindaco Ing. Di Tria e delle autorità acorse, la presidente dell’U.T.E. Angela Stragapede ha accolto i nuovi corsisti per l’anno accademico 2005/2006.

L’U.T.E. si rivolge a tutti coloro che abbiano compiuto il 30° anno d’età e non hanno smesso di coltivare la voglia di imparare a vivere e stare bene; non è un club, né una semplice associazione ricreativa per la terza età, bensì una vera scuola per adulti dove accanto alla riscoperta della relazione e socializzazione, è fondamentale la conoscenza e la trasmissione dei saperi; un’associazione culturale senza fini di lucro che vuole favorire le relazioni interpersonali e l’apprendimento continuo degli adulti, un’ACCADEMIA DI CULTURA, dove si continua ad imparare e nel contempo si mettono in comune, si confrontano e si trasmettono i saperi, le proprie conoscenza, continuando in tal modo ad essere protagonisti di storia.

Alla base dell’università non c’è la cultura del fare che è propria delle università accademiche, bensì una cultura della vita di relazione.
Nell’università l’uomo riscopre il valore della vita, assapora ogni approfondimento culturale al quale non ha potuto dedicarsi da giovane perché era al servizio dello stato, la famiglia, la società, mentre ora si prepara ad un nuovo ruolo: quello del saggio che ha il compito di tramandare ai giovani quali sono i veri valori, non per essere giovani dentro, felici e consapevoli che si ha ancora un compito nella società: quello di essere “solide radici di alberi giovani che hanno bisogno di loro”.

I corsi dell’U.T.E., scuola autonoma e autofinanziata, ci saranno 13 corsi.
Ai corsi degli anni precedenti: fitoterapia, Inglese, Educazione Motoria, Canto, Psicologia, Letteratura Italiana, Teatro, Educazione all’Ascolto, Ballo ed Educazione alla cittadinanza, si sono aggiunti Informatica, Storia delle Chiese Cristiane e Leggere Dante.

I corsi saranno tenuti da docenti qualificati che hanno dato la loro disponibilità a collaborare in quest’associazione e si avvalleranno della collaborazione di giovani tutor a sostegno dei corsisti e dei professori, l’insegnante Arcangela Cataldi, e le d.sse Sara Cipriani, Valentina De Astis e Marlena Tempesta.
L’illustre concittadino terlizzese mons. Di Molfetta (secondo terlizzese ad accedere alla carica di vescovo dopo 178 anni), ha poi preso la parola riflettendo sul fatto che la vecchiaia venga vista come un castello fatiscente, come la stagione autunnale, eppure anche in un castello decadente e in un clima fatto di foglie che cadono è possibile cogliere segni di fascino e bellezza.

La vecchiaia garantisce memoria ed esperienza, lezioni di vita e una perenne giovinezza che viene dal sapere.
L’anziano ha il compito di mantenere viva la memoria per non ripetere gli errori del passato e di insegnare ancora i valori perenni dell’umanità come quelli della responsabilità e della saggezza. 
La terza età è in effetti la stagione della creatività e della libertà, infatti “non si esce di scena quando si è vecchi ma si è vecchi quando si esce di scena”, e spetta alle istituzioni affrontare in maniera giusta le esigenze degli anziani, tutelandoli in maniera giuridica, assistenziale e sanitaria.

Gli stessi dati demografici dimostrano come il futuro dell’Italia sia in mano agli anziani e questa quinta giovinezza è in realtà l’età più completa, traghettatrice verso il futuro, come un abete, albero centenario e sempreverde, che crescendo si porta verso il cielo, così come gli anni elevano lo spirito.
Infine è intervenuto il Sindaco ing.Di Tria, presentando l’attivismo della città come un valore aggiunto dovuto proprio all’U.T.E., capace di coltivare valori comuni quali la solidarietà e la cultura, che rappresenta il primo tassello della democrazia.

La terza età assorbe dagli anni passati e insegna alle nuove generazioni, e solo conoscendo i propri doveri sarà possibile tutelare i propri diritti.
L’amministrazione comunale mira a un nuovo contenitore più consono e libero per l’università, e che sia anche la sede adatta per le associazioni anziane, individuata nel Palazzo Marinelli; e nonostante l’entusiasmo degli amministratori, che garantiscono il loro ruolo di interlocutori attenti, si scontri con i mezzi limitati derivanti da un momento difficile che sta attraversando l’intero Paese, saranno compiuti piccoli sforzi nei primi mesi del primo anno per garantire questi nuovi spazi, aprendo agli anziani anche il Parco Marinelli, capace di diventare nuova sede di cultura e confronto.

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