Volontari per i bambini d’Albania
La Caritas cittadina presenta il Progetto Magjyp
Durante questi giorni di festa per Terlizzi e i suoi fiori, la Caritas cittadina ha potuto usufruire del chiostro delle clarisse per presentare il proprio progetto “Magjyp”.
Come già nei progetti portati avanti finora dal Centro “S.Luisa”, i bambini sono al centro di un intervento importante che non sia solo un buona azione natalizia ma sia una solida base per un futuro migliore nelle zone più disagiate del mondo.
I Magjyp sono un gruppo di Rom stanziati nella zona di Skutari, in Albania.
Lo Stato albanese e le popolazioni limitrofe non hanno mai accettato nè tantomeno riconosciuto tale etnia, rifiutandone l’iscrizione nelle anagrafi e nelle scuole.
Per queste zone esiste un progetto della Caritas nazionale e di quella diocesana, che ha mandato i propri volontari in modo da garantire un’istruzione ai bambini Magjyp e in qualche modo scongiurare quelle situazioni di disagio che spesso culminano col rapimento degli stessi bambini.
L’associazione Giovanni XXIII di don Benzi ha creato lì il “villaggio della pace” e per sette volte la diocesi ha mandato lì i suoi volontari in opera di monitoraggio e di alfabetizzazione e scolarizzazione.
Nell’occasione della serata si è proceduti alla vendita e alla valorizzazione dell’artigianato albanese i cui proventi sono stati riservati alle sovvenzioni delle attività ed è stato possibile provvedere all’adozione a distanza dei bambini Magiyp, fine ultimo dell’opera di sensibilizzazione.
Attraverso l’adozione a distanza è infatti possibile permettere al bambino di studiare nel proprio paese e per il proprio paese, fornendogli tutto il materiale necessario e dare la possibilità di frequentare la scuola ad un Magjyp è una svolta determinante nella sua vita.
Nella cornice delle bellissime foto scattate durante le varie missioni tra i bambini Magjyp e delle cifre della vergogna (visitabili sul sito www.unicef.it), le stime dei bambini uccisi nelle guerre e che ne continuano a pagare il caro prezzo, quelle dei bambini carnefici eppure vittime dei conflitti nel mondo, di quelli sfruttati nelle cave e di quelli costretti a vivere la situazione di un lavoro bestiale che li priva delle uniche preoccupazioni che un bambino dovrebbe avere nell’età più bella e più influente della vita quale quella dell’infanzia, scriveva Pablo Neruda a proposito di Noi bambini, “lasciateci essere felici./ A nessuno è successo niente/ accade solamente che siamo felici in tutti i punti del cuore./ Siamo felici dell’erba dei prati,/ dell’acqua dei ruscelli,/ degli uccelli in alto./ è come se toccassimo la pelle azzurra del cielo./ Siamo felici con l’erba e la sabbia,/ felici con l’aria e la terra./ Felici…”
Come i fiori del paese sono la valorizzazione delle risorse del territorio, in questo clima di festa era doveroso portare avanti un messaggio significativo, quello di non prescindere dai bambini che sono la vera risorsa e il futuro del mondo.
Le prossime iniziative portate avanti dalla Caritas cittadina vedranno i propri volontari impegnati il 3 gennaio nei locali di Macondo, in un incontro-festa aperto al pubblico che vedrà i ragazzi fino ai 16anni impegnati in canti e performance di murales e di balli hip-hop.
Il contributo per l’adozione di un bambino è di 25€ ogni due mesi da versare sul c/c postale n.49089618 intestato a: “Progetto Magjyp”, causale del versamento: “Adozioni a distanza”.
Per maggiori informazioni è sempre possibile rivolgersi al Centro “S.Luisa”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro