Novità sul palazzetto dello sporc
Venerdì 17 febbraio ’06 il bagno comunale realizzato dalla scorsa amministrazione in “villa”, all’altezza del “largo la ginestra” è stato oggetto di interventi tecnici. No, non si è trattato di lavori di smantellamento o di bonifica della struttura suddetta.
A quanto pare è stato rilevato nei mesi scorsi che tale splendido edificio chic, gusto retrò, fosse divenuto un dormitorio per immigrati senza casa.
Per tale motivo, per evitare cioè che queste persone “senza fissa dimora” permanessero lì la notte in condizioni igienico-sanitarie estreme e precarie e in maniera abusiva e illegale, dato che la struttura era stata in passato dichiarata inagibile e pertanto chiusa al pubblico, sono state sostituite le sue protezioni fatiscenti con altre più robuste e adeguate a inibire l’accesso all’edificio stesso.
E’ una questione difficile da commentare e da risolvere. Il fatto che questi soggetti dormissero la notte in bagni sporchi e fatiscenti deve indurci a riflettere che evidentemente quella provvisoria sistemazione, per quanto allucinante e indecente, fosse l’unica alternativa di sopravvivenza.
Il problema dei “senza tetto” a Terlizzi non è certo una novità dato che casi simili e sconcertanti si sono visti anche in passato, un passato molto, troppo recente per non parlarne e per trascurare.
Alcuni mesi fa infatti fu scoperto che alcuni immigrati vivessero in un rudere edificato circa 30 anni fa per farne casa di riposo, nei pressi di casa Betania, dunque vicino l’ospedale. Un’altra struttura ospitante gente senza tetto pare essere l’ex mobilificio sito sulla strada che porta a Molfetta, a 1 km circa da Terlizzi.
Insomma le “prove” dell’esistenza di questa gente “sommersa” che non ha un posto dove vivere e dormire sono ormai note a tutti e il passare stesso del tempo dimostra e corrobora ulteriormente la necessità morale, etica, solidale e doverosa di trovar loro una residenza capiente in condizioni quanto meno soddisfacenti.
E’ anche giusto ricordare che buona parte di queste persone lavora ed è comunque inserita evidentemente nel sommerso del tessuto produttivo terlizzese, dando ricchezza e comunque facendo comodo al paese e alla sua comunità. Quindi si potrebbe anche fittar loro appartamenti, magari però con fitti ragionevoli e proporzionati.
Tuttavia recentemente è stata raggiunta un’intesa tra la curia e il comune di Terlizzi che ha dato la possibilità agli abitanti abusivi del complesso nelle vicinanze di casa Betania di essere ospitati nella casa di preghiera sulla via di Sovereto per soli 15 giorni, a cavallo di Gennaio e Febbraio di quest’anno, a spese del comune di Terlizzi.
A parte questa iniziativa, nobile, che ha previsto anche un servizio di volontari per distribuire pasti caldi e per assistere questa persone, si stanno trovando altre soluzioni di maggior adeguatezza consistenti in alloggi fissi e dignitosi.
Il fenomeno di queste categorie di soggetti in condizioni di evidente bisogno e disagio è ad oggi quasi fisiologico in tutto il mondo e in tutta Italia, ma ciò non deve darci la possibilità di poterci giustificare e di rimanere in una insabbiante immobilità. Non dobbiamo mai arrenderci. Possiamo fare sempre di più e meglio. Tenete duro.
rn
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