Riunita l’unità di crisi per l’aviaria
Si è riunita ieri mattina l’Unità di Crisi della Regione Puglia per l’aviaria. Diverse le considerazioni scaturite, anche alla luce della condotta dei distributori alimentari.
La marcata riduzione, nella nostra regione, del consumo di uova e carne bianca di provenienza avicola appare ingiustificata se rapportata a quanto sta accadendo nelle regioni settentrionali. Il fenomeno va messo in relazione ad una gestione della comunicazione che ha erroneamente indotto la popolazione pugliese a non consumare i prodotti avicoli locali, penalizzando altresì fortemente le nostre attività commerciali.
Questo divario risulta essere ancora più stridente se si considera che nelle regioni del sud, e negli allevamenti avicoli della Puglia in particolare, ad oggi non sono stati mai riscontrati casi di influenza aviaria.
Le grandi catene distributive hanno messo in atto una politica commerciale fortemente lesiva degli interessi regionali, avendo interrotto l’acquisto dei prodotti locali e disposto l’approvvigionamento delle proprie strutture con prodotti provenienti dalle regioni settentrionali; in particolare risulta che alcuni grandi distributori della nostra area abbiano restituito ingenti quantità di uova ai produttori locali per acquistarle da grandi aziende del nord.
Tale scelta commerciale non appare, agli esperti dell’Unità di crisi, in alcun modo giustificata, poiché non aumenta il livello di sicurezza e la qualità dei prodotti consumati dai cittadini pugliesi, anche alla luce della documentata assenza di infezioni da virus aviari di ogni tipo negli allevamenti della nostra regione.
L’Unità di Crisi ha inoltre condiviso l’opportunità di proporre l’estensione a tutta la regione delle misure di biosicurezza (es. doppia rete di protezione, separazione delle specie aviarie negli allevamenti, ecc.) e dell’obbligo, in via transitoria, di registrazione presso la Asl territorialmente competente, di tutti i pollai e/o allevamenti avicoli che abbiano un numero di capi superiore a 50.
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