Archeologia a Terlizzi: Il palazzetto dello sport

Cristina D'Elia
1 commenta

Se ancora non lo avete fatto, dovete assolutamente visitare l’attrazione terlizzese più importante: il Palazzetto dello sport di viale dei Garofani. Antico rudere di epoca post moderna risalente alla seconda metà del ‘900 e annesso all’Istituto Magistrale anch’esso in avanzato stato di decomposizione.

L’esterno del suddetto immobile appare in buono stato ma è all’interno che appaiono tutte le meraviglie di importante interesse archeologico: gli intonaci fatiscenti ricoprono i muri in cui sono incastonate le finestre ormai quasi tutte prive di vetri e divenute trampolino di lancio per volatili di ogni tipo.

Il parquet di gioco è polveroso e talmente deteriorato dall’uso che le linee dei campi sono appena visibili, gli spalti sono protetti da quelle che in passato potevano essere definite grate e di cui adesso restano soltanto gli spazi vuoti.

Per non parlare dello stato degli spogliatoi e dei bagni completamente privi di arredamenti, con servizi igienici del tutto inadeguati e termosifoni pericolanti che ormai servono soltanto come attaccapanni poiché l’impianto di riscaldamento è completamente fuori uso. Ammesso che si sia mai potuto utilizzare.

E qui viene il bello. L’aspetto macilento del Palazzetto è talmente reale che anche la temperatura è agghiacciante. Sono state proprio queste improponibili condizioni a far ammalare alcuni degli atleti che, nonostante il gelo, continuano necessariamente ad allenarsi in questa struttura d’altri tempi.

Ma c’è di più. Come se non bastasse, anche l’impianto elettrico è andato in pensione costringendo le squadre ad allenarsi al buio o al massimo con una debole luce verdastra prodotta dalla lenta agonia delle lampade. Alcuni dirigenti delle società hanno tentato un disperato recupero dell’apparato elettrico che però ha prodotto scarsi risultati.

Impossibile continuare a giocare e ad allenarsi in una struttura che di sportivo ha soltanto il nome e che procura ogni giorno infortuni e problemi agli atleti e disagi agli spettatori delle partite. Eppure passano i mesi ma del nuovo Palazzetto neanche l’ombra.

I tempi si allungano sempre di più, sono passati anni da quando fu messa la prima pietra in via Chicoli, forse il ponte di Messina sarà completato prima.

Speriamo che, nel frattempo, non diventi anche quello un reperto archeologico perché vorrebbe dire che a Terlizzi non si apprezzano neanche i successi che lo sport sta regalando in questi anni nonostante le difficoltà.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!