AAA cercasi magistrale
La storia infinita del nostro caro magistrale “Tommaso Fiore”, o più tecnicamente liceo psico-pedagogico, affonda le sue esili radici qualche anno fa, nel 2003. La sua “vecchia” sede, sita in via Nazario Sauro, ha vissuto una vicenda travagliata, complessa e, per certi versi assurda. Da non credere.
Molti si sono interrogati criticamente su questa intricata questione ma pochi sono a conoscenza del reale andamento dei fatti e degli incredibili presupposti. Tutto ebbe inizio nel mese di Maggio del 2003 quando “vandali ignoti”, veri pionieri, appiccarono un incendio a un’ala superiore della struttura, che fortunatamente non fu di grossa entità, anzi, fu un focolare isolato.
Tuttavia per motivi di sicurezza e di doveri morali ed etici nell’Ottobre dello stesso anno, il comune di Terlizzi commissionò un sopralluogo dei vigili del fuoco per verificare la staticità della struttura a seguito dei danni subiti, in particolar modo sul cemento armato.
Successivamente, in Novembre, a seguito di un 1° intervento dell’ingegn. prof. Vitone, le prove plessimetriche evidenziarono una serie di gravi deficienze strutturali nelle strutture in cemento armato danneggiate nell’incendio, e estesi tali controlli all’edificio intero, risultò che tali deficienze erano presenti in ogni sua parte.
A distanza di pochi giorni fu disposto un provvedimento di chiusura per inagibilità da parte dell’autorità comunale e provinciale, causando non pochi disagi all’intera popolazione scolastica in mancanza di un’effettiva adeguata e apposita struttura sostitutiva.
Nel 2004 l’istituto “Fiore” subisce ulteriori e frequenti danni da parte dei “soliti ignoti” che si sbizzarriscono in rottura di finestre, incendi e altro ancora. Nel frattempo comunità scolastica viene allocata nel plesso della scuola media “P.Fiore” in viale Pacecco.
Veniamo ai giorni nostri. Il giorno 27/1/06 è un giorno triste e amaro per Terlizzi, per i suoi abitanti, per le casse comunali e per gli studenti dell’istituto magistrale. Alle ore 10 infatti lo staff tecnico del prof. Vitone illustra alla giunta comunale i risultati degli accurati studi condotti.
La sentenza dura e drammatica dice che le strutture in cemento armato hanno una solidità e una consistenza addirittura inferiore a quella del palazzo in via Giotto a Foggia, crollato nel 2004, con un bilancio di 70 morti e a quella della scuola elementare di S. Giuliano di Puglia, crollata nel 2003 ammazzando un’intera scolaresca. E’ stato calcolato che i costi di ristrutturazione dell’intero complesso sono addirittura superiori del 100-150% a quelli necessari per ricostruirlo nuovamente. “Roba da pazzi”.
Si dovrebbe risalire alla brava gente che bravamente ha edificato quest’ordigno a tempo. E’ chiaro che si è voluto guadagnare sui costi di edificazione, ma c’è un particolare: questa avidità avrebbe potuto uccidere. Se si tiene conto che gli studenti del suddetto liceo sono qualche centinaia, la strage sarebbe stata allucinante. Si è taciuto. Per troppo tempo. Ma ora è giusto ricordare questi benefattori come potenziali assassini e come autentici nemici della comunità pubblica e scolastica.
Si potrebbe parlare di miracolo, di destino, di fortuna, visto che la struttura non è venuta giù seppellendo i suoi abitanti. Siamo al parossismo più impensabile e assurdo: infatti, se tali rilievi sono stati effettuati, dovremmo quantomeno ringraziare quei vandali che per appiccarono il primo incendio. E’ proprio grazie alla loro bravata che l’edificio è stato dichiarato inagibile e perciò chiuso. Stranomavero.
Si potrebbe dar loro una medaglia d’oro al valore civile per esempio. E che dire dei fondi per poter valorizzare nuovamente quest’area abbandonata ormai all’arbitrio distruttore del primo incivile.
Pare che si sarebbe orientati a vendere l’intero perimetro per poi poter creare magari un polo scolastico, vedi quello gigantesco della città di Molfetta, dove sono concentrate 8 scuole medie superiori, costituito dall’attuale magistrale, il liceo classico “C. Sylos” e in liceo classico al posto del parcheggio sito vicino la stazione Bari Nord, per avvantaggiare i pendolari provenienti da Ruvo, Bitonto e Ruvo.
Chiaramente sono proposte, ma si dovrebbe cercare di non renderle fini a sé stesse e concretizzarle in progetti specifici. Passo la linea alla giunta comunale.
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