Quando la cultura ha un’idea

NIco Andriani

Inaugurato il programma Bollenti Spiriti a Terlizzi

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Spesso, quando arriva la sera, il giovane terlizzese si chiede: “Che facciamo? Dove andiamo stasera?” e l’unica possibilità che si prospetta è quella di volgersi verso i paesi vicini, con quella dose di invidia verso ciò che quei comune  possiedono, soprattutto una cultura e una partecipazione generale che nel nostro piccolo centro urbano sembrava essersi persa, ma che ora rifiorisce.

In un salone De Paù gremito, è stato infatti presentato il programma Regionale per le Politiche Giovanili Bollenti Spiriti, nel quale Terlizzi ha deciso di entrare a pieno titolo.

Al tavolo dei relatori erano presenti il Sindaco Vincenzo Di Tria, l’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Terlizzi Roberto Covolo, che ha svolto il ruolo di presentatore e moderatore, il Presidente del Comitato Regionale Bollenti Spiriti Alessandro Desiderato, l’Assessore regionale Guglielmo Minervini e Nicolò Marziale, Presidente dell’Associazione culturale e musicale Municipale Balcanica, giovane realtà terlizzese che ha avuto la direzione artistica della serata e che assieme all’Informagiovani del Comune di Terlizzi coordinerà le realtà giovanili del territorio per la redazione del progetto.

Questa “manovra di politica economica e di cittadinanza” si prefigura come “la redistribuzione delle opportunità che la regione ha dimenticato di poter offrire”, lavorando su tre fattori:

a. cose (ristrutturare locali e finanziare attività giovanili), pensando in maniera strategica: operare una pianificazione economica sostenibile integrata in tutta la Puglia e lavorare in rete;

b. cervelli, con il contratto etico-sociale: a fronte dei 61.000 laureati pugliesi tra 24 e 32anni sui 200.000 laureati italiani e che sono ancora senza lavoro, la Regione stanzierà 45milioni di euro da destinare a un progetto di vita valido, che garantirà al laureato di veder finanziata la propria migliore specializzazione fuori regione con l’impegno di tornare a lavorare in Puglia a fine percorso, fattore in stretto rapporto con il punto;

c. lavoro, con la redistribuzione delle opportunità grazie al patto regionale, iniziative locali per l’occupazione tese alla deprecarizzazione, incentivi all’autoimpiego e pregiabilità per le aziende che stabilizzano.

Bollenti Spiriti è una prospettiva di negoziazione che parte dalla Puglia per essere portata in giro per l’Europa, e vede Terlizzi come uno dei momenti fondamentali.

Adesso è ora di vedere cosa offre Terlizzi ai giovani (la stessa presentazione è stata seguita e monitorata dalla Facoltà di Scienze Storiche e Geografiche dell’Università degli Studi di Bari): come sostenuto da Guglielmo Minervini, ideatore del programma, “se si guardasse Terlizzi con gli occhi di un ventenne, esso apparirebbe come un paese vecchio, ostile verso i giovani” e perciò la serata inaugurale si è presentata come una provocazione: mettere in gioco le risorse giovanili, anche grazie ad un’operazione di ritessitura del suo stesso tessuto, sfruttando il desiderio di partecipare dei giovani che vogliono essere capaci di offrire un contributo originale allo sviluppo, anche grazie alle associazioni locali come la Gi.Fra, ARCI, i gruppi dell’arte e della cultura, Caritas, Azione Cattolica, la stessa Biblioteca Comunale e la Municipale Balcanica.

Il suo presidente, Nico Marziale (intervistato anche ai microfoni di Telenorba), ha presentato il programma regionale come un cambiamento di rotta e l’opportunità di dimostrare i valori giovanili: la possibilità di costruire posti di lavoro e cultura, tesi non solo al profitto ma capaci di formare coscienze.
“Bisogna fare in modo che Terlizzi diventi il nodo di Bollenti Spiriti” ed è doveroso investire il nostro studio nella nostra terra, creando “un’installazione di cultura” permanente, per far sì che la cultura e la partecipazione giovanile siano gli elementi indispensabili della stessa politica.

Alla ricerca del luogo capace di assolvere tale compito si è cercati di rispondere alle esigenze di creare un luogo che sia pubblico e destinato a tutte le età e a tutte le tipologie, prime fra tutte le famiglie intere, capaci di poter interagire con qualcosa di bello sul territorio.

La scelta è caduta sul vecchio mattatoio comunale, luogo di morte dove poter costruire un luogo di convivenza e sperimentazione, un luogo di divertimento, di incontro, di arte e di musica.

L’opportunità di Bollenti Spiriti “è un dovere per sfuggire alla chiusura e alla mancanza di prospettive: un modo per riuscire a guardare oltre un orizzonte senza prospettive” e per fare questo sono stati creati dei tavoli tematici aperti al confronto e alle proposte che stileranno un progetto organico da presentare alla Regione, che l’Amministrazione, come ha precisato l’Assessore Roberto Covolo, ha fatto in modo che tali proposte vengano raccolte presso l’Informagiovani, l’indirizzo www.municipalebalcanica.it/bollentispiriti e il nostro stesso portale Terlizzilive.it.

Il progetto è ambizioso eppure portato avanti con sapienza e sensibilità come dimostrano i video girati all’interno del vecchio mattatoio e realizzati rispettivamente da Lorenzo Scaraggi e Morpheus Ego:
“tutto è nato da un reportage fotografico istituzionale che mi ha fatto pensare su come un progetto destinato ai giovani nascesse in un luogo di morte, dove ci sono ancora gli strumenti della morte. Riflettendo sulla decadenza e l’abbandono, sui ricordi, ho pensato al titolo (La memoria del tempo), pensando al tempo che cancella tutto ma conserva la memoria di ciò che siamo, il nostro divenire continuo, la memoria che abbraccia il dovere di portare avanti ciò che porta con sé, non a caso la musica che ho scelto come accompagnamento è Oblivion di Astor Piazzola, per rendere il sneso dell’oblio, della dimenticanza, che è il contrario della memoria vista come fattore di rinascita” (Lorenzo Scaraggi)

“il filmato e’ nato dall’esigenza di trovare una certa poetica anche in un luogo di morte come quello che ha in se’ un certo fascino estetico al tempo stesso partendo dallo stato in cui e’ orasi e’ voluto giungere ad un’ipotesi di riconversione dello stesso un capovolgimento strutturale e funzionale un recupero architettonico ma anche morale, spirituale dello stesso e per farlo io e Raffaele Tedeschi col supporto grafico di Raffaele Piccolomini abbiamo giocato parecchio anche su situazioni comiche, scherzose, frizzanti come i giovani come la voglia di fare che ci caratterizza, facendo leva sulla comicita’ di alcuni personaggi comici dei classici del cinema riconoscibili al grande pubblico (Ghostbusters, Quentin Tarantino, South Park, ndr) e per questo piu’ diretti nel loro comunicare; l’idea c’e’ ed e’ bella e speriamo che il nostro contributo serva a far germogliare semi di speranza, in piu’ la stessa location sara’ presto oggetto di una nostra particolare attenzione filmica, ma su questo manteniamo il piu’ stretto riserbo per ora” (Michele Pinto, Morpheus Ego)

Il sindaco Vincenzo Di Tria ha presentato delle linee operative già in atto presso tale struttura, diventata negli anni luogo abusivo che si è volti a sgomberare, per fare in modo che quella fucina di talenti che si è forata negli ultimi anni a Terlizzi e che trovano sfogo nel teatro, nella musica, nel cinema e nell’arte, trovi finalmente una risposta: un contenitore dove poter esprimere la socialità e la creatività.

I piccoli passi già compiuti dall’Amministrazione Comunale, come il laboratorio per l’Arte presso la Pinacoteca De Napoli e lo sportello informagiovani aperto presso la Biblioteca Comunale, presto in rete nel Servizio Bibliotecario Nazionale, mostrano come l’investimento nelle giovani iniziative sia importante a Terlizzi come nella stessa Puglia, grazie anche alle collaborazioni con le altre comunità nell’ adoperare misure per fornire risposte concrete alle problematiche giovanili.

Il problema degli ultimi anni è stato infatti, come ha affermato in conclusione del dibattito l’ideatore di Bollenti Spiriti, Guglielmo Minervini, quello di considerare i giovani essenzialmente come un problema e di ideare degli interventi per superare quel determinato problema, generalizzando l’intera categoria: si vedano le stragi del sabato sera, o il problema delle droghe, con iniziative di risposta che si sono mosse con ipocrisia senza porsi la prospettiva di come appare la società ai giovani.

Tale atteggiamento purtroppo è un sintomo di un mondo economico e politico che esclude l’investimento sui giovani (il Parlamento che si sta sciogliendo vede il 5% dei parlamentari sotto i 45 anni e il 12% sotto i 50), accumulando verso le nuove generazioni un enorme debito da recuperare.

L’arretramento delle condizioni di tutela e garanzia rispetto alle vecchie generazioni ha perciò portato alla ricerca di spazi di realizzazione in seguito al bisogno pressante di stabilità, l’esigenza di creare uno spazio adeguato di opportunità teso a ridurre “l’incertezza che grava esistenzialmente sulla vita di un giovane”.

La precarietà del contratto a tempo determinato è la condizione di un’intera generazione, vivendo in una prospettiva di esclusione salvo eccezioni, invertendo la rotta rispetto al passato: per uno stipendio medio di 900€ al mese, il 60% dei laureati dopo 3 anni non ha ancora un lavoro e il 30% trova un lavoro fuori non congruente con il proprio titolo di studio, causando un senso di frustrazione generale.

In un periodo di crisi nazionale così grave è perciò un dovere e una scelta quella di investire e risarcire i giovani con la convinzione di fare una scelta intelligente, “l’unica scelta possibile per guardare il futuro della Puglia e dell’Italia con speranza”, l’unico modo per rispondere alle esigenze di un nuovo mercato che sta nascendo sulle ceneri del movimento di sviluppo che va sgretolandosi: mettere in gioco le intelligenze e le energie migliori e più fresche che la nostra Regione possiede, i giovani.

La serata è scivolata via allegramente con l’animazione musicale a cornice del dibattito preparata dai “municipali” Luigi Sgaramella, Giorgio Rutigliano, Michele De Lucia e Armando Giusti e un suggestivo monologo di Michele Santeramo accompagnato al contrabbasso da Giorgio Vendola.

Scendendo le scale, Giuseppe Mortello sta completando la sua tela, colorando la gigantografia di uno scatto nell’ex mattatoio in bianco e nero di Lorenzo Scaraggi, i colori che i giovani terlizzesi potranno restituire alla città e a luoghi lasciati all’oblio del tempo, lavorando a stretto contatto con le amministrazioni, contando e facendo contare la realtà che prenderà in mano il paese del domani.

Per informazioni è possibile visitare il sito http://bollentispiriti.regione.puglia.it, mentre all’indirizzo www.municipalebalcanica.it/bollentispiriti sarà possibile vedere i video dei filmati preparati per la serata e iscriversi ai tavoli d’intervento predisposti per migliorare Terlizzi e farla diventare a misura di giovane:

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