Chorearum: nuova promessa del panorama musicale barese
Il 7/3/2006 in seguito al comizio pubblico d’apertura della campagna elettorale per le elezioni politiche, tenutosi a Terlizzi in Pizza Cavour, si è esibito un nuovo gruppo di musica popolare dal nome tutto da scoprire: Chorearum. Ho dunque intervistato i suoi 5 curiosi componenti. Prendo la penna e nel frattempo loro, tra una risata e l’altra, si avvicinano allegri e nonostante il freddo glaciale, si dicono pronti per le mie domande.
Innanzi tutto: che vuol dire “chorearum”?
E’ una parola che viene dal latino e vuol dire: “Delle canzoni da ballo”.
Quanti e chi siete: presentatevi ai lettori di Terlizzi live.
Siamo nati ufficialmente nel Novembre 2005 e siamo 5: De palma, F. F. Pavia, F. Bagnato, W. Bagnato e A. Faccione. Suoniamo rispettivamente: percussioni, batteria, chitarra acustica e battente, tastiera, basso. Veniamo da paesi molto diversi perché vogliamo fornire la prova che si può vivere e lavorare all’insegna dell’integrazione e dell’arricchimento reciproco continuo culturale e umano.
Qual è il genere che dipingete con le vostre note e i vostri strumenti?
La nostra è musica popolare. Senza presunzione, cerchiamo di dare una nuova guisa alla canzone popolare rispetto agli stilemi tradizionali: il nostro punto di forza consiste in un sodalizio importante tra tradizione e cambiamento in un rapporto di armonica continuità. Noi, infatti, usiamo strumenti molto diversi tra loro: la chitarra battente, tipica della tradizione musicale popolare calabrese e la batteria, strumento tipico d’altri generi come il celebre rock’n roll. Cerchiamo insomma di fondere vecchio e nuovo.
Come vi collocate nel panorama della musica popolare qui in terra di Bari?
E’ necessario affermare che questo genere ricopre scarsa importanza ai livelli nazionali, dove si preferisce dare spazio ad altri generi. Ciò è lampante nelle varie manifestazioni musicali che hanno luogo, a eccezione però solo di alcune. Tuttavia, nonostante tutto ciò, si è verificata negli ultimi anni una notevole saturazione della musica popolare a tutti i livelli e quindi anche a livello provinciale: in poco tempo sono nati nuovi gruppi musicali quasi come funghi, che quindi, prosperano in questa vantaggiosa situazione. Forse è un genere che ora va di moda e che è, probabilmente sulla cresta dell’onda, ma siamo comunque in una specie di mondo del sommerso.
Dunque è difficile inserirsi in un contesto adeguato che vi valorizzi? Insomma: vi sentite in concorrenza con i vostri numerosi colleghi?
Noi siamo in contrasto con nessuno e in pace con tutti. La funzione primigenia della musica è aggregazione e non disgregazione o separazione. Non vogliamo entrare in contrasto con nessuno e ci piace andare per la nostra strada: il nostro unico obiettivo è suonare, suonare, suonare. La concorrenza? E’ la gente che fa la differenza e comunque non ci fa paura, anzi ci stimola a far sempre meglio: resistere, resistere, resistere!
Dunque qual è la risposta del vostro pubblico?
E’ buona, ne siamo soddisfatti ma sappiamo di poter chiedere ancora di più.
Album?
Il nostro primo album uscirà a Giugno nei negozi, è edito dalla “Otium Records” e speriamo che possa essere un buon trampolino di lancio, una buona vetrina per farci conoscere e per far gustare la nostra umile musica.
Vi auguro un in bocca al lupo. Alla prossima!
Certamente!
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