Un deficit regionale di 445 mln di euro
Il senatore Gaglione al Sarcone
“La salute della sanità qui in Puglia è in uno stato un po’ precario e necessita attenzione. La situazione è difficile. Gli operatori non dispongono tutti di una completa e integrale formazione che permetta loro di esercitare il lavoro con le sufficienti competenze. Dobbiamo abbattere le lunghe, lunghissime liste d’attesa e inoltre non ci sono i giusti spazi assistenziali in quanto certe volte siamo costretti ad uscire dal territorio della nostra stessa ASL per trovare posti letto. Non riusciamo ad assumere neanche mezzo infermiere.”
Non si tratta di catastrofismo ma “è la realtà che noi viviamo ogni giorno.” Questi sono i gemiti d’aiuto emessi da Guglielmo D’Amato, Dirigente medico e Gennaro Valente, Direttore Amministrativo ASL Ba/2 nella serata del 29 Marzo per la tavola rotonda organizzata da “L’Ulivo” terlizzese: “Sanità e Solidarietà”.
Il quadro è dipinto con tinte ancora più fosche e drammatiche quando il Sindaco Di Tria parla di un“deficit regionale di circa 445 milioni di euro. Il bilancio della sanità in un bilancio regionale è di circa 80% quindi è abbastanza ampio ed è centrale nella ripartizione delle finanze in una regione: il nostro obiettivo è superare questa fase critica dato che c’è qualcosa che non funziona.”
Questa difficile situazione della sanità pugliese è poi marcata dal fatto che è cambiato il bacino d’utenza rispetto a qualche decennio fa che richiede dunque una maggiore elasticità mentale e competenze sempre più aggiornate. A questi dati tecnici, economici e finanziari si contrappongono quelli di Tonia Sgobba Ficco, Dirigente Assistenza Infermieristica, Pasquale De Palma, Dirigente medico e Paolo Ceci, medico di base e Assessore Politiche della Salute.
Le loro parole infatti sono incentrate maggiormente al profilo umano-assistenziale del medico e del suo bisognoso paziente. De Palma esordisce dicendo: “la politica ha bisogno di pensare al benessere della collettività; salute e solidarietà sono un binomio inscindibile costituzionalmente garantito.” Infatti l’art. Cost. 32 afferma chiaramente “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti.La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”
Continuando egli dice “il malato deve essere al centro con tutti i suoi bisogni.” Sulla stessa linea d’onda si pone Ficco che afferma con sublime eleganza:“l’assistente sanitario deve essere l’amico, il confidente, l’alleato del malato; è una questione di etica, buona professionalità e qualità affinché l’assistito non si debba sentire uno ‘straniero in terra straniera’. In tre parole occorre pazienza, solidarietà e gran spirito di sacrificio.”
Ciccio De Chirico, Dirigente Medico, ricorda che “la salute è un bene prezioso per tutti e bisogna passare da una sanità ospedalo-centrica ad una antropocentrica. In questo senso il medico di base ricopre una funzione importantissima in quanto deve essere il trait de union tra istituzione, azienda e paziente.”
Prima del breve intervento di Gaglione, “sempre presente e attivissimo nella sfera della sanità, dell’ambiente e del lavoro”, l’Assessore Ceci ricorda inoltre che “nonostante l’età media sia aumentata rispetto a 15-20 anni fa, passando da 69 a 80 anni, i fondi sanitari sono rimasti immutati, non aumentando cioè in proporzione: dato grave e preoccupante allo stesso tempo dato che occorrono nuove risorse.
A questo punto la sanità deve diventare cura del corpo e cura della mente ma prima di ciò, prevenzione e prevenzione sul territorio: ci sono infatti patologie crescenti tra la popolazione come la depressione, male moderno dell’occidente ricco e industrializzato, dovuta all’abbandono e alla solitudine ad esempio degli anziani sia d’estate che d’inverno causando in tutti e due i casi morti per eccessivo caldo o per eccessivo freddo, nei casi in cui non si hanno i soldi per pagare il sistema di riscaldamento.
Per fare tutto ciò occorre un potenziamento dell’ente locale che possa così essere più presente sul territorio e più vicino alle esigenze dei cittadini.” Infine, secondo Valente “comincerà il 3 Aprile un primo intervento sull’ospedale Sarcone che terminerà nel Novembre di questo stesso anno e che ristrutturerà la sala operatoria, porterà una nuova sala parto e i bagni in ogni camera. Non è che l’inizio ma è importante che si cominci per costruire un nuovo Sarcone.”
Questi i pensieri e le richieste d’aiuto economico, finanziario e morale al senatore Gaglione che esprime tutta la sua disponibilità a collaborare e a dare a Terlizzi un ristrutturato e rinnovato presidio ospedaliero.
“Sono venuto a visitare questo ospedale un numero svariato di volte” sono le parole che il senatore Antonio Gaglione, candidato alla Camera del Senato per “l’Ulivo”, aveva detto sorridendo appena uscito dall’ospedale Sarcone, mentre si aggiustava il suo simpatico e colorato papillon.
Si è trattata di una “visita” veloce dato che il senatore è venuto qui a Terlizzi già ben 4 volte, dal 2002 fino al 2005, non mancando neanche nei mesi di protesta contro il governatore Fitto, come un dottore che ha visitato tante volte un suo paziente che ha imparato a conoscere bene e che ora sta vedendo guarire.
Al suo seguito c’erano vari amministratori locali tra cui il sindaco Di Tria, alcuni dirigenti dell’Ulivo e operatori della sanità in camice bianco e con sguardo stanco. L’onorevole dimostrava compiacimento e soddisfazione con il suo classico sorriso quasi sbarazzino osservando i vari e svuotati reparti, gli operatori, i dirigenti medici e i malati.
Il deputato uscente si è da sempre interessato delle questioni più delicate e importanti, ambientali, sanitarie, agricole, stando sempre a contatto con la gente, dagli agricoltori più sfiduciati agli ambientalisti più irati e arrabbiati. Dunque questa fugace e simbolica visita al presidio ospedaliero suddetto è stata un’altra occasione per stare a diretto contatto con personale medico e paramedico, ascoltando i loro bisogni ed esigenze.
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