Lo sviluppo è fatto di tasselli: sono questi che fanno la differenza

Nicolò Mariano Ceci
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“Ci sono molte difficoltà. Le nostre uniche forze sono le persone e le imprese per poter costruire una nuova realtà imprenditoriale ma soprattutto chiediamo moralità. Lo sviluppo è fatto di tasselli che fanno la differenza tra sviluppo e non sviluppo, tra perdita e guadagno, tra cultura e sottocultura; è vero che i tempi tra la politica e i suoi effetti sono lunghi ma ci aspettiamo buone cose dal governo Prodi.”

 Tommaso Malerba, consigliere comunale La Margherita disegna così i primi tratteggi di un disegno, quello della governabilità e dello sviluppo reso molto impreciso e accessorio, quasi superfluo dal governo Berlusconi uscente.

 Un disegno per certi tratti non delimitato molto bene a causa di imprecisione e scarsa competenza. Governabilità e sviluppo sono infatti stati i due temi principali della convention tenutasi ieri sera dal circolo de La Margherita terlizzese “Lelluccio De Scisciolo” nel Chiostro delle Clarisse a Terlizzi.

Tutti i relatori sono stati concordi nell’attribuire tinte più o meno fosche al quadro dello sviluppo regionale e locale a causa di trascorsi non proprio rosei; governabilità e sviluppo sono strettamente connessi dato che da una buona attività di governo dipende un sano sviluppo ma nel momento in cui la capacità di governare si traduce in misure e strategie non pianificate o non sufficientemente coordinate e studiate, si lasciano dietro delle falle, delle lacune che possono diventare pericolose se non manutenzionate.

Questi sono i tasselli: come in un mosaico occorre bravura e competenza ( o anche governabilità) nel mettere ciascuno di essi al posto giusto e nel sostituire quelli danneggiati. Individuare le priorità e garantire maggiori attenzioni alle realtà che hanno difficoltà a svilupparsi: questa è la moralità.

 Le pennellate più forti le dà però Enzo Coviello, Consulente del lavoro, che esprime il suo sincero scoraggiamento verso il progetto di inserimento, un progetto che favorisce cioè l’inserimento nel mondo del lavoro di donne e ultracinquantenni, che ha purtroppo chiari colori precari dato che ha una durata minima di 9 mesi fino a una massima di 18: in altre parole, dopo 1 anno e mezzo si è disoccupati; dunque si torna al punto di partenza.

E’ giusto che ciò si sappia in quanto “noi stessi tecnici del settore abbiamo difficoltà a interpretare le disposizioni normative, figuriamoci le persone esterne a questa sfera. La soluzione ideale è finanziare la ricerca per una maggiore stabilità del lavoro.”(art. 9 Cost.”La Repubblica promuove […] la ricerca scientifica e tecnica)” Sviluppo è anche piccola impresa che, secondo Paolo D’Aniello, presidente UPSA-Confartigianato, costituisce l’ossatura del paese, costituendo 60000 posti di lavoro nei 5 anni di governo Berlusconi contro i 6000 persi dalla grande impresa.

Piccola impresa è anche quella florovivaistica terlizzese, spesso a tiratura familiare, di cui rappresentante è Ciccio Tricarico, componente Coldiretti-Presidente del Consorzio Anthera, che sottolinea l’importanza del settore florovivaistico a Terlizzi che forse non è sufficientemente garantito e che si compone anche di molte filiere.

Molto suggestivo l’intervento ad ampio respiro di Giovanni Procacci, Europarlamentare, che dice “la politica è incontro, dibattito: è così che la politica si arricchisce.” Infatti il contributo di pochi è molto poco ed estremamente riduttivo rispetto al contributo che invece potrebbe dare l’intera comunità.

 Questa è la politica: incontro di idee, discussioni e dibattiti per un confronto frontale, ancor più necessario se in ballo c’è il governo di un paese o del proprio paese. L’importante è avvicinare quanto più il popolo al palazzo, renderlo partecipe della vita politica visto che è la stessa Costituzione che sancisce quest’obbligo con l’art. 3 “è compito della Repubblica è [..garantire ] l’effettiva partecipazione dei lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

 Tuttavia continuando egli dice che però troppo spesso “il Palazzo è più lontano dalla piazza di quanto Roma sia lontana dalla Cina.” E’ inoltre importante sottolineare che alla fase di tesi e antitesi, che consiste nella raccolta delle proposte e delle partecipazioni del popolo, deve necessariamente seguire una terza di sintesi, conservando le idee più proficue e migliori ed eliminando quelle meno utili.

“Io rimprovero infatti ad alcuni sindaci il fatto che perdono troppo tempo ad ascoltare i propri cittadini, cosa nobilissima, ma dopo è necessario concretizzare” altrimenti gli sforzi fatti non servono a niente.

 “Il problema della grave arretratezza del Mezzogiorno è anche molto l’ermetismo mentale della classe dirigente politica e burocratica. Dobbiamo sforzarci dato che la comunità si aspetta ormai disegni strategici dalle amministrazioni. Sono sicuro che questo Governo farà bene e ci darà la possibilità di rispondere con i fatti ad una serie di situazioni amministrative critiche e abbandonate a se stesse.”  

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