Viale dei Lilium dance
I tratti di strada provocano pericoli e danni alla circolazione
Le solari mattine di primavera ci invitano a perderci nel cielo libero e sognare di volare in alto con gli uccelli, seguire le loro rotte e librarsi lontano dal tran tran quotidiano, ci fanno annusare fino in fondo l’odore dell’erba e ci fanno tornare bambini, quando correvamo all’impazzata incuranti del sudore e delle urla dei genitori con i calzoncini corti nel verde, sporcandoci di terreno e felici.
Si sogna un po’ ad occhi aperti e ci sentiamo sbattere come se fossimo su un calesse trainato lentamente dai cavalli, con il cocchiere sonnacchioso che si limita ad aizzarli svogliato.
Sembra quasi di sentire il rumore degli zoccoli, quel rumore dall’odore di antico, dall’odore dei carboni arroventati nel braciere e nascosto sotto le grandi tavolate nei giorni di festa nelle serata invernali, dove le comari si riunivano intorno per pregare o parlare delle storie cittadine, perché quando si è in un paese di 20000 abitanti è praticamente impossibile nascondere i propri scheletri nell’armadio.
State attenti a non viaggiare troppo con la mente però, perché non siamo nell’ottocento e non abbiamo calzoni lunghi con scarpe di cuoio bensì jeans e scarpe da ginnastica, e non siamo sulle belle strade sterrate del passato, ma siamo semplicemente su Viale dei Lilium.
Terlizzi infatti sembra voler mantenere quella sua caratteristica contadina, tanto da non voler vedere le proprie campagne rovinate dall’avvento delle industria e preferire trasferirla nel tessuto cittadino vero e proprio, e da volersi sentire sempre su strade comode e lisce come quelle fatte di pietre.
Chi passa da Viale dei Lilium a ridosso dell’incrocio di Via Mariotto, attraversa strade che per bontà d’animo ci si ostina a chiamare così, benché ci si prodighi per asfaltare continuamente i tratti dimessi, vuoi le strade con l’asfalto ancora caldo riaperte alla circolazione, vuoi il passaggio dei tir dalla mole e dal rumore talmente impotente che te lo senti nel televisore mentre pranzi e guardi il telegiornale e che deformano il manto stradale.
Cunette invisibili ad occhio nudo, buche, pezze d’asfalto che si accumulano l’una sull’altra costringono il guidatore a sfidare giochi di sterzo degni di gran premi automobilistici con manovre pericolose in quanto si è su una strada che da sulle case, dalle quali può sbucare un passante disattento o un macchina in manovra.
O semplicemente da soli ci si può procurare un danno da 2000euro, come successo a Vittorio De Santis, ragazzo di Corato che qualche sera fa, immettendosi su tale strada a bordo della sua Opel Calibra, è stato sorpreso da una buca che gli ha provocato danni alla carrozzeria, alla cassa dello sterzo, alle sospensioni, alle gomme e ai cerchioni.
E non basta, come da difesa della Polizia Municipale, segnalare con sporadici cartelli che su quel tratto di strada sottoposta a continui lavori la velocità massima è di 20km/h per via dei cantieri, perché chi viene da fuori e si immette su quella strada può essere sorpreso da una buca e pagarne le conseguenze bene prima di leggere le segnalazioni. Si tratta prima di tutto di prevenzione.
Se solo avesse avuto un calesse.
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