Il nuovo disco della Chop Chop Band
Intervista a Claudio De Leo
La chop chop band (una citazione presa da un album dei clash) nasce nel ’92 a Barletta con l’obiettivo di portare avanti, attraverso la musica un’appassionata difesa dei diritti di ogni uomo. Nel ’97 pubblica il suo primo lavoro autoprodotto “Fiore di Terra” che, distribuito in allegato alla rivista “avvenimenti” ha venduto in sei mesi 70.000copie, nel ’99 esce il secondo cd “Sveglia!” che vuole essere un’esortazione a restare sempre svegli e attenti a ciò che succede intorno.
Nel 2003 grazie a Rasta snob, che è una casa di produzione di Venezia, hanno pubblicato il singolo L’isola che c’è, poi le registrazioni del nuovo album; fra un lavoro e l’altro è stata massiccia la presenza del gruppo in svariate manifestazioni, come il Soundsplash e il Rototom di Udine, festival a livello europeo in ambito alternativo, e ai tour nelle piccole realtà come i centri sociali dove sono entrati in contatto con Modena City Ramblers, 99posse, Bluebeaters, Folkabbestia,.
La scelta del reggae nasce da una cultura che grazie alla sua musica è in grado di diffondere un messaggio di pace e di solidarietà con un’attenzione particolare alle realtà sociali.
L’ultimo lavoro era prodotto e distribuito dalla v2, etichetta indipendente che faceva capo alla Sony e ha permesso una visibilità nazionale al gruppo; “ci sei o no?!”, un invito a stare con gli occhi ben aperti di fronte alla realtà, è una disco orecchiabile ma capace di veicolare importantissimi e profondi messaggi.
Il disco è un compromesso, fatto di contaminazioni reciproche fra reggae, musica elettronica, dub, uscendo da un certo tipo di schema: come definito dal gruppo, una sorta di reggae-new che non può essere giamaicano, prerogativa solo giamaicana.
Adesso si sta ultimando la fase di produzione del loro ultimo EP da 5 pezzi, distribuito da self, di preparazione al loro nuovo album.
Per saperne di più abbiamo parlato con Claudio De Leo, membro del gruppo, addetto al programming, alle tastiere, ai campionatori e ai cori, titolare tra l’altro anche del Kougla Studio, studio di registrazione terlizzese, ascoltando in anteprima l’EP in uscita fra le varie domande.
-che ne è dell’album che vi lasciate alle spalle?
“ci sei o no?!” è un capitolo chiuso anche se continuiamo su quella scia di sperimentazione e i nostri pezzi cambiano direzione, con più rock o più elettronica.
-che successo vi ha dato?
L’album ci ha dato molto successo e ci ha regalato tantissime emozioni e tantissimi concerti. C’è voluto un po’ di tempo visto che non puoi avere la potenza di un disco in uscita di un grosso nome eppure siamo cresciuti suonando.
Abbiamo suonato in apertura al Radio onda d’urto, festival a Brescia dove hanno partecipato anche Afterhours e Subsonica e al Positive Vibrations di Frosinone.
Col tour di “ci sei o no?!” abbiamo fatto 70concerti in un anno solare, di cui solo quest’estate 26date, fino ad arrivare in Svizzera.
Nei nostri concerti abbiamo acquisito più libertà di suonare e maggiore divertimento, pagando di meno al genere e suonando divertendoci.
-come sarà allora il nuovo album?
Stiamo per pubblicare un EP dal titolo “Sunshine”, registrato a Bari al “Sorriso” di Tommy Cavalieri (storico studio di registrazione di Bari dove ha registrato pure la Municipale Balcanica) e crediamo che il singolo omonimo che presenterà l’album ci possa dare maggiore visibilità e successo.
Sunshine parla della terra da dove veniamo e della difficoltà di vivere qui, la voce di Pino (il cantante) dice “I’m living in a sunshine” perché la nostra terra è fatta così: c’è il sole eppure ci sono le difficoltà.
Ci sono due pezzi in inglese, oltre a Sunshine, l’altro è Lost Control. In più c’è una versione dub di un pezzo di “ci sei o no?!” regalataci da Marco dei 99posse e registrata dal vivo, in improvvisazione, insieme ad un altro pezzo live registrato in Svizzera.
L’album vero e proprio poi uscirà dopo l’estate con 12pezzi, e siamo contenti di aver inserito già nell’EP un inedito dedicato ad un amico che non c’è più. Il pezzo si chiama “Per un amico” ed è dedicato a Guido, il sassofonista del gruppo che non c’è più.
È un pezzo lento che è stato scritto suonato e registrato col cuore. Siamo contenti che uscirà adesso, non importa se non si riconoscerà il nostro suono ma dietro questa canzone c’è il ricordo di una persona e di un’esperienza, aver suonato insieme, aver vissuto insieme. Dietro ogni canzone c’è una storia o una persona.
-qual è il percorso che continua sulla scia di ”ci sei o no?!”?
Il disco vuole riprendere quella voglia di far ragionare e far riflettere su ciò che succede.
Quello che vivi, scrivi, così come fa Pino, riflettendo sulla società.
Non viviamo in un bel momento ed è difficile volgersi alla positività. In Italia siamo in fase calante, in depressione nei valori, nella cultura, si è perso il controllo delle cose.
-un giudizio sull’album che verrà.
È difficile rientrare in un genere preciso, perché è limitante e ti impedisce di fare determinate cose, facendoti sentire stretto in ciò che suoni.
Credo sia più importante creare un proprio sound, come sta succedendo ultimamente dove più che un genere nasce un gruppo con un suono proprio.
Noi abbiamo un fatto un disco che non sappiamo bene cos’è ma ha un background ampio che parte dall’hip-hop, dal drum’n’bass dal jungle. C’è il reggae e ci sono i clash che citiamo nel nostro nome, con un pezzo quasi punk. Ci stiamo divertendo, suonando ciò che ci piace, dal reggae al funky, come dimostra il fatto di aver registrato 12pezzi in pochissimo tempo, componendo i testi praticamente in tour.
“ci sei o no?!” era un disco di passaggio e i concerti ci hanno abituati a caratterizzarci come un nuovo modo di fare reggae. Qualcuno l’ha definito reggae-new e, anche se la definizione può creare paletti, credo sia abbastanza giusta: non suoniamo reggae classico, ma qualcosa che ha i suoi connotati. Non è fatto per gli amanti del reggae classico ma va oltre, non si focalizza su nessun target di pubblico: sono pezzi che piacciono a noi e il pubblico sceglierà cosa potrebbe piacere.
Mi auguro davvero che ciò che stiamo facendo arrivi alla gente; non puoi pensare di fare un disco e poter “spaccare” subito senza essere un grosso nome però crediamo in questo nostro disco.
-state già programmando un tour?
È presto pensare ad un tour anche se abbiamo avuto tante mail da parte di varie organizzazioni per concerti in estate.
Per ora suoneremo il 23 aprile, dove presenteremo il nostro EP, insieme a Chuck Fender, artista reggae molto impegnato socialmente, così come noi ci sentiamo in quello che facciamo e ci auguriamo che i valori veicolati siano quelli giusti.
Dopo di che torneremo in studio per riprendere le tracce su cui lavorare per far uscire il disco subito dopo l’estate.
“ci sei o no?!” è nato in molto tempo ed ha avuto solo 14giorni di post-produzione, mentre questo disco è stato più divertente seppure abbiamo deciso deliberatamente di farlo uscire dopo l’estate. Al contrario del precedente, ci siamo concentrati molto sulla post-produzione per perfezionarlo perché deve piacere prima di tutto a noi e vogliamo che suoni bene.
-qual è il tuo giudizio del reggae in Italia?
Oltre ai famosi Africa Unite e Reggae National Ticket è da tanto che non seguo un concerto reggae e vedo che mancano gruppi nuovi. Ci sono tanti gruppi che fanno reggae classico anche se io ho sempre preferito le contaminazioni.
La Puglia stessa è fatta di suoni contaminati e vedo tanti ragazzi che suonano e fanno bella musica e meritano uno spazio che ad ora manca. Perciò credo molto in un Progetto come quello di Bollenti Spiriti che sarebbe in grado di destinare spazi vivi anche a quei ragazzi che vogliono sperimentare e suonare.
Per contatti e maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.chopchopband.com
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