I Carabinieri “spiati” dal clan

La Redazione

E’ stato scoperto e rimosso dai Carabinieri della Tenenza di Terlizzi l’impianto di video-sorveglianza a casa Dello Russo

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I Carabinieri sarebbero stati spiati dalla “mala” terlizzese, attraverso un impianto di video-sorveglianza, posizionato intorno all’abitazione di Roberto Russo del clan Dello Russo-Ficco.

Un piano pericoloso scoperto per tempo dai militari di Terlizzi e del Cio di Bari che hanno prontamente dato esecuzione all’ordinanza del Gip di Trani che disponeva la disattivazione e la rimozione dell’impianto di video-sorveglianza dall’abitazione.

A condurre il gioco il 26enne Roberto Dello Russo, figlio di Giovanni Dello Russo, ucciso nel marzo 2004, che, essendo agli arresti domiciliari, sarebbe stato in grado di controllare “comodamente da casa”, almeno nove appostamenti dei militari intorno alla propria abitazione.

Le telecamere, posizionate all’esterno, inviavano le immagini direttamente ad un monitor interno all’abitazione del Dello Russo, attigua a quella di su fratello.

Un impianto ad hoc, secondo quanto dichiarato dai Carabinieri, che avrebbe consentito di vanificare qualunque controllo da parte dei militari. Trovato anche un capannone in cui il clan si dilettava in attività illegali di autodemolizione.

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