Si è concluso il Maggio della Legalità
Il 30 Maggio nell’aula consiliare del Comune si è chiuso il programma di eventi relativi al Maggio della Legalità con la presentazione della Legge Regionale Anti-Racket.
Moderatore Girolamo Lapendola, vicepresidente dell’Associazione Provinciale Antiracket, alla presentazione hanno preso parte Vincenzo Divella, presidente della provincia di Bari, Nicola Magrone, Procuratore Capo Larino, Valerio Perrone, Coordinatore Regionale della Federazione Antiracket e Gianfranco Grandagliano, componente della Commissione U.T.G.
Ad aprire i lavori il Sindaco Di Tria che ha ricordato “un’iniziativa sulla quale il Comune ha puntato decisamente sull’esempio delle altre realtà locali che hanno fatto della legalità e della sicurezza la chiave di volta della loro politica”.
La Giunta Comunale ha fatto di questa politica un motivo fondamentale, in contrapposizione alla piaga del racket che costituisce una zavorra economica che blocca lo sviluppo, la ricchezza e l’occupazione.
In associazione agli enti locali, che con la nuova legge avranno l’importante compito di promuovere un messaggio di sicurezza e legalità, il mese di incontri si è prefigurato come un passaggio importante non solo per Terlizzi ma per la Puglia intera che si affaccia a tematiche importanti come la legalità.
Il presidente Divella ha presentato la legge come “un segnale di una comunità matura”. Le legge ha come impegno il coinvolgimento delle istituzioni e delle enti locali come basi per una rete operativa più efficace di quella attuale.
Gli enti potranno elaborare misure di monitoraggio e di sostegno, accesso ed accompagnamento al credito delle vittime del racket, campagne di sensibilizzazione e comunicazione degli interventi, in una collaborazione con le istituzioni che è la base dell’alleanza contro la criminalità, non più bloccata nella sfera imprenditoriale ma che si allarga all’ambito familiare, con misure di “usura domestica” che strangolano le famiglie sempre più in difficoltà nel raggiungere la fine del mese, contro le quali la stessa legge ha preparato misure di sostegno familiare.
La forza del racket è la minaccia personale e trasversale e il coinvolgimento che la legge prevede potrà fare in modo che la vittima non resti “ammutolita”, così come denunciato dal Procuratore Magrone che ha presentato il proprio commento tecnico alla legge, ma trovi riparo in un nuovo meccanismo giudiziario che riesca a tutelarle per renderle “non viste” e collaboratrici attive, aiutate anche nel reinserimento nella vita legale e nella vita civile, con supporti psicologici e aiuti legali per il reinserimento nel circuito economico.
Il Presidente Onorario della Federazione Antiracket Italiana Tano Grasso, ha ricordato che in un quarto dell’Italia, Campania, Calabria, Sicilia e parte della Puglia e della Basilicata non vi è libertà d’impresa e la conseguenza più drammatica di questo scenario è che l’economia rimane soffocata di fronte all’afflusso delle risorse economiche esterne (secondo una ricerca dell’Università di Catanzaro, il 68% degli investimenti esteri finisce nel Nordest mentre solo l’1% rimane nel Mezzogiorno).
Il racket perciò non è solo un fenomeno culturale ma anche un impedimento alla crescita economica e in alcune zone non si verificano più atti intimidatori e attentati perché è tale il livello di acquiescenza da fare in modo che la totalità delle imprese cada sotto la gestione criminale.
La nuova fase politica che si apre sulla scena italiana pertanto deve prendere atto della diffusione di tali fenomeni e adoperare una strategia efficace di risposta, così come predisposto dalla legge regionale con un associazionismo antiracket dove l’imprenditore possa essere al riparo dai rischi della denuncia e così ridimensionare la paura e creare un legame forte coadiuvato dalle forze dell’ordine.
In Puglia l’associazionismo è poco conosciuto e poco apprezzato eppure i fenomeni criminali sono allarmanti: il racket è un fenomeno a rapida evoluzione nel quale si corre il pericolo dell’acquisizione di una crescente qualità criminale nel momento in cui si opera nell’ambito estorsivo.
La nuova legge vuole essere un investimento in questo campo così come questo modello consolidato a Napoli negli scorsi anni, ha visto un aumento di ben 500 denunce negli ultimi 5anni, a fronte di un meccanismo efficace di protezione sociale e istituzionale senza alcuna forma di rappresaglia.
A conclusione della serata è intervenuto l’Assessore alla Legalità Roberto Covolo, che ha commentato a conclusione del mese di iniziative del Maggio della Legalità come un mese “plurale” attraverso strumenti legislativi, culturali e convegnistici e che si sono conclusi con la presentazione di una legge che riallinea la Puglia alla normativa nazionale, rompendo la solitudine di chi cade schiavo della cultura della paura alla base dei fenomeni criminali e mafiosi e adoperando strumenti operativi come un protocollo d’intesa con l’associazione provinciale antiracket, il III settore, le istituzioni e le autorità militari.
Terlizzi resta in prima linea nelle iniziative in favore della legalità, che non si chiudono con questo mese ma sono un viatico per altri appuntamenti che si svilupperanno in seguito, così come la firma dello stesso protocollo che avverrà a Terlizzi nei prossimi giorni.
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