Salvare la nostra Storia
Tavola rotonda sulla Casa di riposo “M. De Napoli”
Nel salone De Paù si è tenuta una tavola rotonda sul tema della Casa di Riposo “M. De Napoli”.
Il lascito testamentario del pittore terlizzese, uno dei più illustri pittori italiani della fine del secolo scorso, è stato al centro del dibattito organizzato dalla sezione F.I.D.A.P.A. che ha visto al tavolo dei relatori Luciana Graziano e Angela Fioretti, Presidente e Vicepresidente della Sezione F.I.D.A.P.A. di Terlizzi, Nicla Marangelli e Angela Tartaglia, Presidente e Vicepresidente del distretto Sud-Est, gli interventi storici dei professori Vittorio Zinni e Nicola Volpe e il Sindaco Vincenzo Di Tria.
L’associazione formata da sole donne, sempre attiva in ambito di animazione culturale del paese con le sue 33 iscritte, quest’anno ha aderito al progetto della “carta del rischio” per la ristrutturazione e il recupero di siti archeologici, naturalistici ma anche delle stesse nostre radici culturali per fare in modo che l’Amministrazione si adoperi al fine di mettere in atto tali interventi.
Doppia la linea d’intervento, sul paese e sulla stessa condizione femminile, al fine di elevarne il suo ruolo nel sociale, nella cultura e nella politica e che si è interessato dell’Opera Pia in parte adibita ai locali della scuola materna ma con una sezione abbandonata, per fortuna senza alcuna lesione muraria, lasciata in testamento ai terlizzesi e in special modo agli anziani e agli inabili al lavoro non più in grado di auto-sostenersi.
Il 24 Marzo 1892 moriva il pittore terlizzese e il 4°punto del suo testamento citava la donazione all’Amministrazione dei terreni appartenuti al maestro “con l’obbligo di destinare tali fondi ad opere di beneficenza come ricovero per gli operai divenuti incolpevolmente inabili al lavoro”, assicurando loro vestiario, ristoro e ricovero.
L’iniziale colpevole silenzio da parte dell’allora Amministrazione che per due anni non diede segni di commemorazione di un figlio illustre come De Napoli, ha poi trovato risposta negli anni successivi con la costruzione della stessa negli anni’30 del secolo scorso.
La pericolosità della struttura deriva da caratteristiche antropiche (gli atti vandalici) e dalla vulnerabilità del bene stesso ha portato la F.I.D.A.P.A. a elaborare un calcolo di stato di rischio e a cercare l’aiuto da parte di tutti gli enti sul modello dell’Agenda 21 per uno sviluppo sostenibile del nostro territorio.
Non poteva mancare l’appello all’attuale Amministrazione, che pur se già integrata all’interno del Progetto delle città sane dell’OMS, ha da poco intrapreso questo cammino di interazione tra gli enti, anche a fronte delle delicate problematiche come la delocalizzazione del Laterificio Pugliese.
Il 15 febbraio 1894, Nicola De Crescenzio spedì una lettera all’allora Sindaco Lioy nella quale si ammoniva il silenzio terlizzese come una sconfitta per il paese stesso, che si sarebbe dimostrato immemore ed ingrato nei confronti di Michele De Napoli.
Un ammonimento che sarà uno stimolo per fare in modo che l’intero patrimonio terlizzese lasciato dai propri figli venga recuperato e valorizzato per dare nuovo lustro alle nostre radici e dare consapevolezza della nostra Storia.
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