L’Italia esalta e Terlizzi esulta

Nicolò Marino Ceci
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Ieri sera si è giocato l’esordio della nostra nazionale ai mondiali di Germania 2006 contro la nazionale del Ghana, che ha decretato la vittoria della prima con il risultato netto di 2-0.

A Terlizzi come in tutta Italia, prima del fischio d’inizio c’è tensione, attenzione, concentrazione ma soprattutto una certa elettricità nell’aria.

In giro non c’è nessuna macchina e dalle finestre aperte delle case si ode solo ed esclusivamente la voce dei telecronisti che commentano. Tutti gli occhi sono puntati inevitabilmente sullo schermo.

Silenzio religioso. Interrotto talvolta dai sussulti per un tiro andato fuori di poco o per un’ammonizione inspiegabile o per il rischio di subire un rigore.

1° tempo. Passaggio smarcante, Toni si scolla per un attimo di dosso il difensore ghanese e tira.

Collo pieno, sotto la traversa. Il portiere Kingston non capisce niente. La palla rimbalza a terra, vicino ma non sulla linea di porta e da lontano si ascolta un poderoso grido di rabbia e sconforto misti ad entusiasmo e gioia. Ma niente, ancora 0-0. Si riprende.

Poco dopo, palo di Girardino, il pavimento sembra quasi tremare e tutti saltano in piedi. Dopo alcuni minuti calcio d’angolo, Totti, Pirlo, rete! Rete!

Grida allucinanti e versi insoliti per 5 minuti di euforia. Poi di nuovo la concentrazione, perchè la partita non è ancora finita. Si continua.

Quasi sul finire del match, proprio quando i giochi sembravano ormai chiusi ecco che arriva il 2-0: lancio per Vincenzo Iaquinta, il difensore ghanese Kuffour sbaglia il retropassaggio, Iaquinta ne approfitta, smarca il portiere, beffandolo con un gioco di gambe e segna.

Finisce la partita. In men che non si dica tutti sono in strada. L’entusiasmo e l’adrenalina sono a mille. L’euforia è palpabile e si va avanti a suon di grida, schiamazzi, trombe e qualunque altri strumento abbastanza rumoroso.

Subito si sviluppa un lunghissimo corteo di macchine tutte “truccate” dal tricolore. Le bandiere sembrano addirittura nascondere le persone che le sbandierano, rendendo persino irriconoscibili le macchine.

Tutto si trasforma in un’estroversa sfilata di mezzi tricolori. Non mancano neanche i camion, con clacson spianati e pieni di luci, con il rimorchio aperto, colmo di ragazzi e ragazzini, giovani e meno giovani tutti accumunati dalla voglia di festeggiare.

Ma non è finita qui: improvvisamente piomba nel traffico anche, strano a dirsi, un carro attrezzi del soccorso stradale, con sirene gialle spiegate e con una massa informe di persone in piedi proprio sul piano dove si appoggiano le macchine rimosse.

E ancora clacson, macchine straripanti di persone alcune sedute sul cofano anteriore, altre sedute sul cofano posteriore, altre ancora sedute sul tettuccio, altre sedute di sbieco sugli sportelli.

La festa è grande e l’emozione anche. Sfilano alcune auto con il tricolore incollato letteralmente alla carrozzeria. Peccato che qualcuno si sia lasciato andare un po’ troppo, danneggiando qualche auto.

Arrivano 2 volanti dei Carabinieri e sembra tornare la calma. Insomma tanta gioia impetuosa e incontenibile per una Terlizzi ringiovanita come non mai.

Nota simpatica: tra comitive scatenate di ragazzi, si sono viste anche numerose famiglie (al completo, con tanto di bimbi piccoli e neonati al seguito) e numerosi anziani. Risveglio agrodolce per Terlizzi dopo una sbronza notturna durata fino a notte fonda.  

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