Terlizzi dice No

Nico Andriani

Vittoria schiacciante del No col 75%

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L’Italia stava per andare ai supplementari poi Totti ha deciso di evitare cucchiai dal dischetto per fare un tranquillo “ciucciotto” dopo aver segnato all’ultimo secondo, facendo esplodere l’ennesima festa a Terlizzi e per le strade di tutta Italia.

L’unico vero pericolo, in questo referendum, sarebbe stato perdere la diretta degli ottavi mondiali Italia – Australia ma, alle 17, erano già stati consegnati tutti i verbali e tutte le schede all’Ufficio Elettorale.

Così, tutti i componenti delle sezioni, (scrutatori di massimo 25anni, sempre più da applaudire la scelta di affidarsi ai giovani nei seggi durante le elezioni) si sono recati a “riposare” davanti alla partita, dopo una due giorni di voto che ha confermato i risultati nazionali, dove il quorum non serviva ma c’è stato.

In tutta Italia, si è registrata un’affluenza per il referendum del 53,6%, come reso noto dal Ministro dell’Interno Giuliano Amato, in sala stampa al Viminale, mentre a Terlizzi si è registrata un’affluenza del 45%.

Siano state scelte di partito o di coscienza nazionale, i voti si sono così ripartiti: 2334 voti per il Sì e 7245 per il No al quesito elettorale così posto: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente Modifiche alla Parte II della Costituzione approvato dal parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.269 del 18 novembre 2005?”

Con un 75% di Sì contro il 24% di No, in linea con i risultati referendari ripartiti così per regione: per il No al Nord 53,3%, Centro 67,9%, Sud 74,5%, Isole 70,9%.

Da un lato è apparsa la felicità di Scalfaro, presidente del Comitato per il No, che ha commentato la vittoria del ‘No’ come una grande vittoria, invitando a dire “basta agli odii e alle polemiche”e, sottolineando, come questa sia stata una vittoria di tutto il popolo nel “difendere i valori della Carta Costituzionale in vigore nata con il sangue e con la lotta”.

Dall’altra parte, l’eurodeputato leghista Francesco Speroni, ha commentato così, contrariamente al giubilo di quel giorno di novembre del 2005 col Senatur Bossi in platea d’onore ad applaudire la sua creatura : “Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo. Perché non vuole essere moderna e hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri“.

L’Italia e Terlizzi, invece, sembrano aver risposto abbastanza all’unanimità a tali esternazioni e, adesso, sta ad un vero dialogo tra le parti portare a termine le modifiche giuste e legali necessarie a rendere uno sviluppo equo del paese, evitando di cancellare ciò su cui questa Nazione si basa, per lo spirito dei Padri della stessa e per lo spirito di fratellanza che ci rende tutti “italiani”.

Anche se, ahimè, si tratta di  un concetto che alcune parti politiche, spesso sembrano dimenticare polarizzando un paese di solo 58milioni di abitanti, arrivando a far pensare a qualcuno di dover dimostrare ad una regione dell’Italia “i propri diritti come popolo”, perfino davanti all’ONU.

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