Dove finisce la festa ed inizia lo scempio

Nico Andriani

I festeggiamenti per la vittoria dell’Italia spunto di riflessione

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Il calcio per tanti, come per il sottoscritto, è lo sport più bello del mondo. Basta pensare alle magie di un pallone tra i piedi di Maradona allora o di Ronaldinho adesso con il sorriso di un’eterna infanzia stampata sul viso.

Di certo, è lo sport più importante d’Italia ed è bello sentirsi un po’ tutti allenatori e discutere animatamente sui moduli da adottare, sul calciomercato della propria squadra del cuore, seguire il proprio campione preferito, vivere lo stadio, gioire e soffrire per e con la propria squadra magari sperando di divertirsi e non rischiare la propria incolumità.

E così, quando gioca la Nazionale, si enfatizzano tutti questi aspetti. E’ tipico dell’italiano essere scettico sulle possibilità della propria squadra, sulle convocazioni sbagliate, sulle eccellenti esclusioni, per poi innamorarci lentamente e diventare sempre più tifosi, partita dopo partita.

Ora, dopo la finale del’94, sembra ancora vicino un nuovo importantissimo traguardo per una Nazionale lontana da quella delle grandi star degli scorsi anni, ma fatta di convocazioni tecnicamente esatte.

Ora, tocca alla storica semifinale contro la Germania, quasi la partita per eccellenza, se non seconda alle partite col Brasile, per il panorama europeo però, Germania e Italia, rappresentano le due scuole più importanti di calcio. Il pensiero volge al 4 Luglio prossimo, sperando di rivedere le prove dei giocatori contro l’Ucraina, che sono valse un divertente e maestoso 3-0 con la festa per le strade.

E, a Terlizzi, queste feste sembrano assumere i toni della guerriglia, con un’apoteosi di esaltati che danno sfogo alle proprie manie di protagonismo indifferentemente se la nazionale ha vinto o pareggiato. Se fosse per questa categoria di persone, si festeggerebbe anche una sconfitta dell’Italia.

Questa dose di esaltazione, non è certo un attacco alle famiglie che portano a partecipare i propri figli ad una festa, (peraltro giusta quando lo sport e la gioia dello sport brilla negli occhi dei bambini) ma in delinquenti da strada che viaggiano su camion del soccorso stradale stracolmi o su camion che fanno agitare i propri rimorchi in aria, in macchine che sfrecciano superando le macchine in coda sulla sinistra, sulla destra, al centro, sfiorando i marciapiedi stracolmi di gente attonita o felice nel guardare questo scempio e a cui magari un sorriso (quel che è peggio di approvazione) scappa.

E gli incidenti non mancano, ancora più pericolosi quando a ridosso del pubblico in festa, che ha pure il diritto di partecipare alla gioia di una semifinale del campionato del mondo conquistata.

I volti tanto sono i soliti, ed è questo che probabilmente spinge i soliti a dare il meglio di loro, quando il loro meglio può consistere solamente nella propria autocelebrata spacconeria.

Di certo è difficile, pure per le forze dell’ordine intervenire adeguatamente non per interrompere una festa quanto per garantirne uno sicuro svolgimento per poi trovarci di fronte agli spettacoli indecorosi di una città stravolta.

L’unico spettacolo di questa festa che si tramuta puntualmente in scempio che si può salvare è il viso di un bellissimo bambino nascosto dietro il finestrino della macchina del papà che, sul sedile posteriore e il viso dipinto con i colori della bandiera italiana, stringeva con la sua piccola mano la tromba ad aria timidamente sporta in avanti, desideroso di partecipare ai festeggiamenti con gli occhi leggermente impauriti.

Perché per i festeggiamenti tanto ci pensano i soliti (ig)noti a dare sfogo ai propri istinti. Comunque sia, forza Italia.

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