Una rassegna per non dimenticare l’incendio del “Carro Trionfale”
Ripercorre un anno di cronache giornalistiche affinché non si dimentichi l’incendio del Carro Trionfale
«Il Carro Trionfale di Terlizzi dall’incendio alla ricostruzione». E’ questo il titolo di una rassegna stampa curata dal presidente della Consulta delle Associazioni, prof. Vito De Leo, che ripercorre un anno di cronache giornalistiche affinché non si dimentichi l’incendio del Carro Trionfale.
La grandiosa macchina da festa, la cui distruzione provocò commozione, sdegno e sgomento nella popolazione, fu poi ricostruita con il contributo dei cittadini, degli ebanisti fratelli Tangari, dell’architetto Michele Gargano, degli storici mons. Gaetano Valente e Angelo D’Ambrosio e dell’Amministrazione Maggialetti.
«Nel curare questa Rassegna stampa sul Carro Trionfale – scrive nella prefazione il prof. Vito De Leo – ho cercato di attenermi a queste tre regole fondamentali: scrivere il meno possibile, far parlare il più possibile, non sovrapporre mai le mie opinioni. Queste tre regole, sono alla base di questa sistematica e cronologicamente ordinata Rassegna stampa di quanto è stato pubblicato, nell’arco di dodici mesi, sui giornali regionali e locali (La Gazzetta del Mezzogiorno, Puglia, Luce e Vita, TerlizzI 87, il Confronto delle idee), a tutto il mese di luglio 1992, sul Carro Trionfale di Terlizzi.
In queste pagine si rivive, evidentemente, il dramma di un popolo.Un popolo proditoriamente colpito nel più profondo della sua coscienza morale, civile, religjosa, ma anche capace di una composta e civile reazione alla violenza. Ecco perché – conclude il prof. Vito De Leo nella prefazione – i resoconti, i commenti giornalistici, i documenti e le foto posti come pietre miliari sulla strada del nostro passato prossimo possono, a ben vedere, rappresentare un significativo assemblaggio di fonti storiche, utili soprattutto a chi di questo infausto periodo della nostra storia, caratterizzato sempre più dalla violenza gratuita, non motivata, sproporzionata, vorrà in futuro farne oggetto di studio, analisi, riflessione e d’insegnamento».
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