Paolo Vallarelli “sperimenta” la poesia

Raffaella Patruno

Si intitola “Frammenti di vita e d’immenso” l’ultimo testo dello scrittore terlizzese che, per la prima volta, si è cimentato nel genere poetico

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45 poesie in poco più di trenta pagine, totalmente scritte con il linguaggio delle emozioni e dell’anima.

Si tratta dell’ultimo capolavoro dello scrittore terlizzese Paolo Vallarelli, intitolato “Frammenti di vita e d’immenso”, edito da “Lilium Edizioni” di Michele Colasanto.

E, a marcare il senso di intoccabile vastità, è la stessa copertina del libro per la quale, non a caso, Vallarelli ha deciso di utilizzare “Notte Stellata”, celebre opera del grande pittore Vincent Van Gogh.

I suoi versi, come si legge nella prefazione del testo curata dal prof. Vittorio Tedeschi, “sono ricchi di spontaneità ed immediatezza, senza artifici nè fronzoli letterari. Il linguaggio dei sentimenti nel loro vergine affiorare, lasciati cadere sulla pagina con il loro vivido sussulto, quasi a voler liberare da un peso l’anima gravata da una soffusa, percettibile inquietudine”.

“Frammenti di vita e d’immenso” rappresenta la prima esperienza prettamente poetica di Vallarelli, autore fino ad ora di romanzi come, per esempio, l’ultimo “Monica vuol toccare il cielo”.

Una versatilità di generi dunque, alla quale però corrisponde uno stesso modo, strordinariamente univoco, di comunicare e di veicolare le emozioni, cogliendo la delicatezza di sentimenti sinceri e profondi, attingendo al proprio vissuto personale “sfiorando l’estasi – si legge ancora nella prefazione – e l’incanto della parola che, come l’acqua pura e fresca di una sorgente disseta l’anima come non mai”.

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