Terlizzi ha bisogno della cultura

La Redazione

De Leo: “All’ennesimo assessore alla Cultura vogliamo ricordare che l’Ente locale non può “accontentarsi” di rispondere a bisogni urgenti ma, piuttosto, deve assumere un ruolo centrale nel promuovere

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata in redazione dal Presidente della Consulta delle Associazioni, Vito De Leo indirizzata agli organi amministrativi, alle organizzazioni culturali e a tutti gli organi di stampa, per sottolineare la scarsa attività culturale che, specie quest’estate, ha palesemente danneggiato Terlizzi. De Leo, ha poi fornito importanti proposte per l’immediato futuro.
 

OGGETTO: Note integrative alla precedente comunicazione del 28 u.s. avente ad oggetto: “Politiche culturali: le proposte della Consulta delle Associazioni”

Premesso che il titolo dato dalla redazione de La Gazzetta del Mezzogiorno alla precedente nota indicata in oggetto non corrisponde in alcun modo al contenuto della stessa, come può aver notato chiunque non si sia limitato ad una lettura parziale e frettolosa;
premesso che, per evidenti ragioni di spazio, la stessa non è stata riprodotta integralmente, come si può evincere dal documento allegato;

premesso che lo spirito che ha sempre animato i documenti trasmessi alle SS.VV. è stato sempre costruttivo e collaborativo, nonostante l’assenza totale di dialogo e di “consultazione”, così come previsto dallo Statuto comunale vigente</strong>;

premesso che il sottoscritto rimane a completa disposizione per qualsiasi tipo di chiarimento in ordine ad eventuali problemi di carattere comunicativo, fermi restanti il dovere istituzionale e l’opportunità di esprimere un parere sui diversi settori dell’attività amministrativa del Comune, di cui conosce bene le volontà programmatiche, ma anche le difficoltà operative e finanziarie,

tutto ciò premesso, mi sia consentivo di rinnovare, sempre con volontà propositiva e partecipativa, una serie di proposte sul tema della cultura e degli eventi ad essa collegati, che sarei lieto di illustrare – sol che lo vogliano – ai diretti interessati.

Al termine di una stagione non esaltante né dal punto di vista politico – amministrativo, né da quello degli eventi sociali e culturali, soprattutto per mancanza di una Giunta comunale e di risorse di bilancio,  è opportuno esprimere un parere politico, sintetico, sui risultati ottenuti e formulare proposte per migliorare l’azione programmatoria generale e le edizioni future non solo dell’estate terlizzese, ma di tutte le stagioni dell’anno che, al contrario di altre città, anch’esse alle prese con i freni del cosiddetto “patto di stabilità”, hanno saputo offrire, attraverso una concertazione sistematica con le realtà sociali, culturali ed economiche, cartelloni stagionali in grado di esercitare grandi attrattive sui cittadini delle città limitrofe.

Noi crediamo che un’Amministrazione che abbia una visione d’insieme della propria città, ha il dovere di mettere a sistema e valorizzare tutte le risorse: dai monumenti, alle produzioni agricole e floricole; dai settori più vitali dell’economia alle risorse umane ed artistiche, soprattutto se di buon livello.

Ecco perché riteniamo che sia necessaria una svolta: chiamare a raccolta tutte le associazioni artistiche e culturali, gruppi musicali e teatrali che hanno l’esigenza di far conoscere meglio il proprio repertorio.

L’obiettivo primario è quello di fare sistema, di selezionare e trasferire le migliori esperienze, di valorizzare i talenti, al fine di aumentare il valore delle performance e individuare i migliori sentieri formativi e di comunicazione verso l’esterno.

Solo così nel circondario e oltre sapranno che Terlizzi è in grado di esprimere ottime risonanze artistiche, musicali e teatrali, che sanno egregiamente spaziare dal jazz alla taranta, dalla lirica alla recitazione, oltre ad avere un meraviglioso veicolo di comunicazione della “terlizzesità” come il Carro Trionfale, una iniziativa dal valore simbolico così potente, che sicuramente assicura un forte ritorno d’immagine e immediata ricaduta commerciale, anche se limitatamente a pochi giorni del mese di  agosto.

All’ennesimo assessore alla Cultura vogliamo ricordare che l’Ente locale non può “accontentarsi” di rispondere a bisogni urgenti ma, piuttosto, deve assumere un ruolo centrale nel promuovere le attenzioni, le scelte, gli stili di vita, le culture da far crescere nella comunità.

I responsabili amministrativi di qualunque settore, in quanto organismi democratici, devono favorire la partecipazione nelle decisioni di iniziative culturali, educative, formative, ricreative, sociali, attraverso un’attenta e rispettosa consultazione dei soggetti/destinatari ed un’assemblearità normale, che coinvolga tutte le agenzie del territorio con cui pensare, definire e verificare progetti comuni adeguati, rispettosi di ogni peculiarità ed ambito.

Questi obiettivi potranno essere raggiunti attraverso il ritorno ad una “cultura del progetto”, ad un piano strategico che coniughi efficienza e solidarietà, sviluppo e compatibilità finanziarie, che potremo discutere insieme in occasione della predisposizione del prossimo bilancio di previsione, se ce ne sarà data, almeno questa volta, l’opportunità.

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