La questione Ici finalmente in Consiglio
Alla fine di Ici sulle aree edificabili se ne è parlato. Questo si proponevano, prima di tutto, i promotori della raccolta di firme e questo hanno ottenuto.
Anche se il consiglio comunale convocato d’urgenza dal presidente del consiglio, Michele De Chirico, il 5 settembre è stato tirato per i capelli, malgrado le più di 500 firme raccolte.
Non rispettando l’impegno assunto proprio per questa data, infatti, il consiglio comunale si sarebbe dovuto tenere il 14 settembre, il giorno prima della scadenza del termine ultimo per il pagamento dell’imposta. Poi, il dietro-font. Grazie alla mobilitazione dei cittadini e dei partiti di opposizione.
Il 1 settembre i promotori della raccolta di firme ufficialmente chiedevano un incontro proprio per il 5 settembre; in pari data i consiglieri di opposizione e il consigliere Nino Antonelli inviavano al presidente del consiglio una nota ufficiale nella quale chiedevano il perché della mancata convocazione del consiglio comunale; il partito dei comunisti italiani, infine, preannunciava proprio per quella data una pubblica assemblea sul tema.
Insomma, troppo per continuare ad evitare il confronto nella sede politica più importante della città. Ecco la convocazione urgente ed ecco l’invito del presidente del consiglio notificato ai promotori dell’iniziativa civica di partecipare per illustrarne i contenuti.
Il consiglio comunale si è tenuto in una sala affollata ma disciplinata. Almeno fino a quando si è permessa, a norma di regolamento consiliare, l’audizione di terzi. Quando, tuttavia, è stato impedito l’intervento di Lelluccio Cipriani, malgrado il pdci sia stato in prima linea su questa delicata tematica, gli animi si sono surriscaldati. Ma solo per affermare un diritto di parola, legittimamente invocato. E, infatti, il consiglio comunale si è potuto svolgere in assoluta tranquillità quando è stato permesso a chiunque di intervenire. “Si è così realizzata, come taluni consiglieri della stessa maggioranza hanno sottolineato, un’importante occasione di confronto civile”, come ha dichiarato il consigliere Ninni Gemmato.
“Sarebbe un’importante segnale di disponibilità al dialogo da parte di questa amministrazione”, ha dichiarato Giovanni Gigli, rappresentante dei firmatari – , ritirare la tanto contesta delibera sull’Ici, per ripresentarla dopo aver raccolto le osservazione di tecnici e cittadini. Non congruità delle aliquote – come ha ammesso anche un consigliere di maggioranza – e incertezza sugli sviluppi della situazione edilizia, infatti, mortificano le aspettative legittime dei contribuenti”.
“Non abbiate paura della democrazia”, il dott. Pasquale Vitagliano, portavoce di Cittàcivile, invitato dal presidente del consiglio ad intervenire, ha sottolineato come sarebbe stato molto più saggio da parte degli amministratori non farsi trovare impreparati in questa materia scottante sul tema della partecipazione.
Ed è stata fatta una proposta precisa: rinviare la scadenza del 15 settembre al termine di una fase tecnica di concertazione e solo dopo aver diramato istruzioni formali univoche sui pagamenti, come richiesto dall’associazione commercialisti e ragionieri. “Sarebbe demagogico invitare i cittadini a non pagare. E’ pur vero che il contribuente deve essere messo in condizione di pagare nella certezza giuridica”, ha concluso Vitagliano.
Il dirigente dell’Ufficio Tributi, dott. Lucca ha anticipato alcuni chiarimenti che dovranno essere oggetto delle richieste istruzioni. Mentre il dirigente dell’Ufficio Tecnico, dott. Casciello, ha incoraggiato i cittadini: “Quando il P.R.G. decollerà e tra due anni partirà a pieno, avrete il giusto riconoscimento delle vostre legittime aspettative economiche”.
La proposta di far slittare il termine di scadenza è stata, quindi, fatta propria dal consigliere Franco Amendolagine, condivisa da Nino Antonelli e messa ai voti, al termine della discussione – iniziata alla 19,00 e terminata all’alba – su proposta del consigliere Marcantonio Cagnetta.
Prima del voto, in una sala consiliare ormai vuota, il consigliere Alfio Giuga, ha invitato l’intero consiglio comunale a farsi carico delle proprie responsabilità di fronte alle casse vuote del comune, considerata ormai conclusa l’utile ma superata discussione con i cittadini. “La responsabilità degli amministratori”, gli ha fatto eco Antonelli, “non deve essere a corrente alternata. Perché, per esempio, non dovrebbe valere sui mancati introiti derivanti dalla 167?”
La votazione sulla proposta di proroga si è, infine, conclusa con 11 voti contrari e 6 a favore. Il 15 settembre prossimo, dunque, l’Ici sulle aree edificabili andrà pagata. Per il resto, punto e a capo.
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