“Orchestra De Falla”, che successo!

Nicolò Marino Ceci

Largo La Ginestra è stata presa d’assalto da una folla accorsa per l’imperdibile evento

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Il pubblico è attento e numeroso. Partecipa, apprezza, applaude con battiti di mani fragorosi e scroscianti. Le sedie, purtroppo poche, non bastano e allora tutti in piedi ad affollare largo La Ginestra fino a riversarsi su Viale Roma.

Insomma l’”Orchestra di Chitarre De Falla”, in una calda domenica di Settembre, ha collezionato l’ennesimo successo, suscitando clamore tra i terlizzesi. L’orchestra, “che sta riproponendo un nuovo modo di fare musica, rivisitando, in chiave chitarristica, il repertorio classico di svariati generi musicali, (da Bach a Chopin, da De Falla ai classici della musica Partenopea)”, nasce nel 2000 fondata e ideata dal Maestro Pasquale Scarola, con l’intenzione di diffondere la musica per chitarra e di valorizzare nuovi talenti, già affermati a livello nazionale.

La sua nascita avviene in un momento singolare in cui si vanno riscoprendo le risorse orchestrali della chitarra. E’ composta da un organico che va dai 16 ai 20 elementi, tra i quali docenti e diplomandi del Conservatorio “Niccolò Piccinini di Bari”.

E’ stato proprio il Maestro Pasquale Scarola, figlio d’arte e attuale docente di chitarra classica presso il Conservatorio di Bari, a parlarci dell’intensa attività dell’orchestra che dirige già da qualche anno.

Allora maestro, com’è andato il concerto?
E’ andata bene, sono soddisfatto.

Qualche commento o giudizio tecnico da esporre?
La Piazza è molto valida da un punto di vista acustico come diffusione e propagazione del suono, ma purtroppo siamo stati disturbati dagli schiamazzi ripetuti e fastidiosi di alcuni ragazzini. E’ un peccato, perché, per il resto, la serata è stata quasi impeccabile.

E il pubblico?
Siamo soddisfatti dell’affluenza e dell’attenta partecipazione della gente che è accorsa ad ascoltare la nostra musica.

Parliamo del vostro repertorio.
Stasera abbiamo eseguito una ventina di brani circa, tra cui uno di De Falla, ancora Bach e Vivaldi; alcuni esclusivamente strumentali e altri con l’aggiunta della voce (un tenore), tra cui celebri melodie napoletane. Stasera gli strumenti c’erano quasi tutti; mancavano solo flauto ed organo, per motivi lavorativi. Qui è tutto acustico, non c’è nulla di elettronico.

Come mai proprio a Terlizzi? E’ una tappa di un vostro tour?
E’ la terza volta che suoniamo a Terlizzi, siamo già venuti le due estati precedenti e per questo siamo grati all’amministrazione che ci ha permesso, con la sua disponibilità, di esser ancora una volta qui. Diciamo che siamo in tour dal mese di Agosto, un tour che probabilmente chiuderemo ad Ottobre, momento in cui comincia la stagione invernale.

Infine cosa ne pensa del rapporto tra giovani e musica classica?
Questi concerti che stiamo tenendo nelle piazze sono proficui e utili per favorire l’avvicinamento dei giovani d’oggi alla musica classica. Purtroppo, molti di loro, oggi, sono disinteressati e non si dedicano/interessano a nulla o quasi; pertanto la piazza risulta essere un punto ‘informale’ d’incontro, nel quale li si può avicinare al mondo di Paganini o di De Falla, compositore contemporaneo spagnolo.

Purtroppo 20 anni fa con questa musica si riempivano i teatri, oggi un ragazzo in un teatro non ci entrerebbe mai! Auspico che queste manifestazioni musicali abbiano luogo più frequentemente in piazza.

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