Proroga Ici: parola a “Cittacivile”
Di seguito, la lettera inviata in redazione dal portavoce dell’associazione culturale, Vitagliano, in merito alle modalità con la quale il Comune di Terlizzi ha reso noto lo slittamento della data di
Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata in redazione dall’associazione culturale terlizzese “Cittàcivile”, sulla questione della proroga di trenta giorni per il pagamento dell’Ici, disposta dal Comune di Terlizzi.
La proroga, alla fine, è arrivata. Ma non votata nel sua sede deputata il consiglio comunale (in barba al tanto retorico e peloso richiamo alla dignità del consiglio comunale), bensì annunciata dal palco del pubblico comizio che il centro-sinistra ha tenuto giovedì 14 settembre sulla materia dell’Ici.
Proroga di trenta giorni, dunque, del termine ultimo per il pagamento dell’Ici. Ma un rinvio a tempo scaduto (l’annuncio è stato fatto il 14, mentre il termine scadeva l’indomani). Ed un rinvio che fa comodo alla stessa amministrazione, attesa l’estrema difficoltà organizzativa di accertare il dovuto e riscuoterlo coattivamente (risultano debitori ici, ad esempio, persone che non hanno più la proprietà del terreno).
E se qualcuno, che non ha ascoltato il comizio, che non è stato informato dalla piazza, avesse rispettato la scadenza del 15 settembre e poi si ritrova le regole cambiate? In pratica dal giorno della scadenza giuridica a quello in cui saranno riaperti i termini per il pagamento (in occasione del prossimo consiglio comunale del 19 settembre 2006 è presumibile) in materia di Ici, nel comune di Terlizzi ci sarà un assoluto vuoto normativo.
Incertezza su incertezza, approssimazione su approssimazione, ingiustizia su ingiustizia.
“Perché – come correttezza istituzionale e giuridica avrebbe preteso – la giusta decisione della proroga non è stata presa il 5 settembre 2006 nel corso del consiglio comunale, a termine non scaduto, ma si è scelta la piazza? Forse per non darla vinta ai cittadini”, ha dichiarato Pasquale Vitagliano, portavoce di Cittàcivile e tra i promotori della raccolta di più di 500 firme.
Eppure le argomentazioni più forti a sostegno dei firmatari erano arrivate proprio dai banchi della maggioranza. “Le aliquote sono troppo alte”, ha precisato l’ing. Tommaso Malerba.
E si è pure documentato: “A Molfetta ed a Corato, per aree edificabili omogenee, la aliquote sono più basse”. Giusto. A questo punto, sarebbe stato ragionevole attendersi l’apertura di un margine di modifica. Invece no. Neppure una proposta minima come il rinvio del termine di scadenza viene accettato in Consiglio.
E il consigliere Malerba vota contro questo rinvio, senza scomporsi. Non è vero, infine, che un ricorso al T.A.R. contro il comune di Terlizzi è stato firmato da un dirigente della Margherita cittadina e da parenti ed affini di consiglieri del centro-sinistra?
“E’ incoraggiante: le battaglie civili ripagano, comunque”, ha concluso Vitagliano.
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