Sindaco Di Tria: “la demagogia non aiuta lo sviluppo della città”
Il Sindaco di Terlizzi Vincenzo di Tria interviene direttamente sulla questione ICI sulle aree edificabili rispondendo ad alcuni articoli di stampa.
Una nota del Sindaco Di Tria che interviene per fare chiarezza sui versamenti ICI per le aree edificabili.
«Ho letto con attenzione gli interventi da voi pubblicati circa il tema dell’ICI sulle aree edificabili del Comune di Terlizzi e ritengo si imponga un chiarimento al fine di evitare equivoci e strumentalizzazioni.
Il Comune di Terlizzi, come tutti i comuni italiani, ha come risorsa fondamentale per poter erogare servizi ai cittadini l’Imposta comunale sugli Immobili. L’ICI è una voce di bilancio importantissima, senza la quale i comuni italiani non potrebbero sopravvivere; è per questo che tanto clamore e perplessità generò la promessa di eliminarla da parte di Silvio Berlusconi, durante la scorsa campagna elettorale.
Mentre lui prometteva, però, il suo ministro alle finanze Giulio Tremonti inseriva nella finanziaria il vincolo per i proprietari di suoli edificabili di pagare l’ICI anche in assenza di Piani di Lottizzazione approvati dal Comune. Bastava, quindi, che il suolo ricadesse in un’area individuata dal Piano Regolatore, anche se non immediatamente utilizzabile ai fini edificatori, per far scattare l’obbligatorietà del tributo. Si faceva finalmente chiarezza in una materia che aveva visto nel corso degli anni il rincorrersi di sentenze in contraddizione tra loro.
Il Comune di Terlizzi, da quando è stato approvato il Piano Regolatore Generale nel 2001, ha incassato somme oscillanti dai 50.000 ai 100.000 euro annui (somme modeste rapportate alle aree interessate dal PRG), e solo nel 2004 questa amministrazione, per prima, ha avviato la ricognizione dei suoli divenuti edificabili, individuandone i proprietari, per fare chiarezza ed indurre tutti i contribuenti a versare il tributo (inutile dire che molti cittadini non avevano mai pagato).
Appena il legislatore, all’interno della Legge Finanziaria, ha fatto chiarezza sulla legittimità di esigere il tributo da parte dei Comuni, è partita una manovra di recupero dei crediti per le annualità dal 2001 al 2006, che il Comune di Terlizzi ha inteso rendere più “soft” mediante l’applicazione di uno sconto. Beninteso, il Comune avrebbe potuto recuperare le somme inviando subito gli accertamenti, facendo gravare sui proprietari dei suoli interessi legali e sanzioni; non l’ha voluto fare per non gravare pesantemente sui contribuenti, che sono stati invogliati a regolarizzarsi mediante uno sconto del 30% e l’eliminazione di sanzioni e interessi.
È incomprensibile come una manovra di questa natura possa aver scatenato speculazioni e polemiche tanto accese. Ma si sa, ogni pretesto è buono per fare demagogia spicciola nella nostra Terlizzi.
Ad oggi più di 500 cittadini hanno aderito alla “definizione agevolata” e l’amministrazione comunale ha inteso riaprire i termini dell’adesione fino al 15 novembre, anche per garantire quei cittadini che non sono riusciti ad avere risposte esaurienti dagli uffici comunali. È indubbio, infatti, che le procedure di riscossione vadano migliorate, ma è altrettanto vero che la riscossione dei tributi in questa città era a livello di terzo mondo e che questa amministrazione si è sforzata di inserire tecnologia e competenze in una caotica gestione di 4 società esterne. Entro la fine di quest’anno la gestione dei tributi comunali verrà appaltata ad un unico gestore, eliminando gradatamente confusione e disagi.
Come traspare da questo breve chiarimento, gli amministratori della coalizione di centrosinistra che governa questa città non sono dei crudeli esattori, come qualcuno tenta di dipingerli, ma si sforzano di tutelare l’interesse collettivo coniugandolo con lo sviluppo sociale, economico ed urbanistico.
Ci si è posti il problema dell’equità fiscale, ma anche quello di fornire uno stimolo alla trasformazione edilizia delle aree; chi oggi si vede costretto a pagare l’ICI sul suo suolo edificabile, statene certi, sarà più stimolato a consorziarsi con gli altri proprietari per edificare e contribuire così allo sviluppo della nostra Terlizzi».
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