Partito Democratico: a quando il decollo?
In una lettera rivolta all’intera compagine terlizzese di centrosinistra, Vito de Leo denuncia la totale assenza di proposte relativamente a questo progetto strategico che invece sta avanzando in
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Vito De Leo, presidente del Centro Studi Politici “A.Moro”, rivolta ai partiti di centrosinistra, ai rispettivi rappresentanti in Consiglio Comunale, agli iscritti e simpatizzanti, alle libere associazioni, al “popolo delle primarie” e all’on. Gero Grassi, avente per oggetto la “realizzazione del Partito Democratico” a Terlizzi.
Nonostante se ne parli continuamente, a tutti i livelli e il dibattito stia gradualmente evolvendo in forme organizzative strutturate a livello nazionale con i seminari di Chianciano e di Orvieto per valutare le prime tappe concrete del percorso del Partito Democratico (i congressi, i gruppi unici negli enti locali, la scuola di partito, un giornale unico) e le continue sollecitazioni dei vari leaders nazionali e regionali, (che puntano ad accelerarne la nascita, così come si è deciso di fare al Comune di Corato ed alla Regione Puglia, con la costituzione del gruppo consiliare unico dei partiti dell’Ulivo e l’avvio di un programma di lavoro), a Terlizzi nessun passo è stato fatto in direzione di questo progetto strategico che punta ad unire tutti coloro che aspirano ad essere protagonisti nel processo di cambiamento della società e della politica.
Quando si aprirà anche a Terlizzi quella fase nella quale tutti i democratici punteranno, unitariamente, a sviluppare un’iniziativa crescente, più propositiva, meglio organizzata, chiaramente finalizzata, con la chiara coscienza di diventare soggetti di cambiamento nella misura in cui si è capaci di cambiare e aggiornare innanzitutto se stessi? Cambiamento e aggiornamento: due bisogni che non dobbiamo mai trascurare o sottovalutare, perché sono la “porta stretta” da attraversare per vivere tra la gente, con la gente.
A nostro avviso, bisogna fare di tutto perché il progetto di costituire il Partito Democratico decolli al più presto anche a Terlizzi. E per farlo partire è necessario chiedersi come arricchire l’esperienza di democrazia politica di fronte alle profonde trasformazioni in atto nella società, nelle istituzioni e nell’economia; tutti insieme dobbiamo domandarci come arricchire la tradizionale povertà di classi dirigenti, moltiplicando i protagonisti.
Il rischio maggiore è che si arrivi impreparati all’appuntamento, già fissato per la primavera prossima (congressi) e la fine del 2007 (costituzione) del Partito democratico. E l’immobilismo della classe dirigente terlizzese dei partiti dell’Ulivo non si giustifica se non con il fatto che è in tutt’altre faccende affaccendata (leggi: polemiche antisindaco, coalizione litigiosa, assetti gestionali fatti e rifatti, assessori che mancano ancora all’appello, recupero dei ritardi accumulati nella realizzazione del programma amministrativo), nonostante l’invidiata appartenenza alla nostra città di due autorevoli leaders politici cittadini come Nichi Vendola e Gero Grassi.
Non basta un’alleanza elettorale o un accordo di governo, una responsabilità comune nella gestione del programma amministrativo. L’obiettivo comune cui tendere senza indugio è far sì che le forze politiche dell’Ulivo abbiano una casa comune nella quale costruire quotidianamente il senso dello stare insieme ed in cui elaborare le proposte di buon governo, con l’indispensabile contributo delle organizzazioni culturali, sociali, economiche, sindacali, ambientaliste, femminili e giovanili.
Per questo, noi crediamo nel Partito Democratico. Perché esso rappresenta l’orizzonte strategico verso il quale convogliare i progetti e la voglia di partecipazione di quanti pensano che il nostro paese meriti più democrazia, più giustizia, più efficienza.
Di qui la proposta a tutte le donne gli uomini sturzianamente “liberi e forti”, lanciata nel maggio scorso dal Centro Studi Politici “Aldo Moro”di dare vita, così come sta avvenendo in molte regioni e città italiane, all’APD, Associazione per il Partito Democratico, cui già hanno aderito militanti attivi o convinti sostenitori dei partiti esistenti, ma anche molti cittadini normali, donne e uomini senza partito, ma non per questo anti-partito: tutti convinti della necessità che il centrosinistra possa rapidamente superare le inutili frammentazioni ed avviare processi di semplificazione e unificazione, sull’esempio di un nuovo Partito unitario, plurale e riformatore.
E la nostra Associazione vuole essere un punto di riferimento, una risorsa, uno strumento per aiutare questo processo. La nostra missione sociale sarà raggiunta contestualmente al Partito Democratico. Noi quel giorno ci scioglieremo perché avremo raggiunto questo esclusivo obiettivo.
Ma fino a quel giorno vogliamo esserci. E vogliamo tentare di rappresentare un pezzo della società civile e politica, quell’area civico – ulivista che costituisce una risorsa ineludibile per ridare al Paese la certezza di un impegno e la speranza di un futuro. Vogliamo farlo a partire da Terlizzi, una città che, per peso elettorale, cultura politica e rappresentanza istituzionale ai massimi livelli, non può essere la retroguardia di questo progetto. Un progetto che – ne siamo certi – permetterà a tanta gente e a molti giovani e donne in particolare, di ritrovare sicurezza in se stessi, fiducia nella classe politica e voglia di partecipare al cambiamento in atto.
In questa prospettiva, anche con l’ausilio di tanti giovani amici, ci proponiamo di essere veicolo per una migliore diffusione dell’informazione politica e amministrativa, della vita dell’Associazione a tutti i livelli, delle istanze socio – culturali, della progettualità politico – amministrativa. Desideriamo così contribuire ad una comune lettura delle tendenze sociali e politiche che caratterizzano questa fase di transizione, impegnandoci a dare spazio alle esperienze più significative dell’associazionismo e dei diversi soggetti che danno lustro alla nostra città.
Abbiamo l’ambizione di pensare che il nostro contributo potrà essere decisivo: perciò chiediamo a tutti coloro i quali condividono con noi questa convinzione di sostenerci.
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