Quanto amore!
Sono stati in 45, tra giovani e meno giovani, i volonatri che si sono presentati presso il centro trasfusionale del presidio ospedaliero “Michele Sarcone”, in occasione della Giornata della donazione
Una signora si tocca il braccio da dove è appena sgorgata un’emorragia di amore mentre rimane stesa sul lettino. Il suo sguardo diventa sempre più debole e fiacco. Le palpebre si chiudono. L’infermiera capisce e si fionda su di lei cercando di tenerla sveglia. Subito gli altri assistenti sanitari si precipitano dalla signora, intuendo la potenziale gravità della situazione.
Fortunatamente la giovane signora torna in sé, apre gli occhi e riprende immediatamente coscienza. Un anziano signore ha appena donato ma non riesce a scendere dal lettino troppo alto perché…perchè è troppo basso e ha le gambe troppo corte. Cerca di muoverle ma sembra che abbia difficoltà a farlo e ha paura di cadere. Subito allora un’assistente lo aiuta a scendere sincerandosi delle sue condizioni.
Quanta fanciullesca tenerezza e quanto incontenibile amore irradiano queste due persone, che pur avendo impedimenti fisici e somatici decidono comunque di mettere a disposizione il ‘contenitore’ del loro animo gentile per qualcun altro che sta sicuramente peggio. Che dolcezza quel simpatico vecchietto che ha vestito i panni di un bambino facendosi aiutare a scendere.
Domenica c’è stata la giornata del donatore e al centro trasfusionale del presidio ospedaliero “Michele Sarcone” si sono presentati in molti, in tanti, in 45. 45 persone, giovani, meno giovani, anziani; 45 sacche di sangue, 45 inequivocabili atti d’amore, segno di una sensibilità sempre crescente al tema che incoraggia ed entusiasma (normalmente nelle scorse giornate del donatore ci sono state tra le 25 e le 35 donazioni di media e inoltre anche la classe politica terlizzese rappresentata ad esempio dall’Onorevole, dal Sindaco e dal Vice Sindaco, si è dimostrata attenta e sensibile).
La donazione come spesso si dice è un atto indiscutibile d’amore e di filantropia che per chi dona può avere molta importanza ma che per chi riceve ha un’importanza necessaria ed imprescindibile. Una sacca di sangue può infatti servire a vivere o a vivere meglio. Quanto amore nella donazione, gesto umano e di infinita bontà, una parte di noi stessi che va in soccorso di qualche sfortunato; parte del nostro buon cuore che va a dar sostegno ad un altro cuore, più stanco e più fiacco, stretto nella gelida morsa di una malattia o di un’imprudenza.
Le tante sacche di sangue sono in realtà tante piccole poesie, tanti santi sonetti d’amore, ispirati alla tellurica metafora della madre vita, che inconsciamente scriviamo per qualcuno che non conosciamo ma verso cui nutriamo comunque immenso affetto.
E’ in ciò che è riscontrabile la grandezza di questo atto, che altro non è che una lezione morale di vita. Ogni contributo è importante in quanto predicato di una volontà chiaramente performativa e squisitamente filantropica. E’ la goccia nel mare, il primo raggio di sole all’alba, la carezza di una soffice piuma, il calore di un abbraccio, il bacio che avresti sempre voluto, l’emozione di un dono, la sicurezza che qualcuno ti è accanto e soffre con te. Anche se non lo vedi.
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