“Giornata del donatore”: parola alla dott.ssa Olivieri
La Dirigente del Centro trasfusionale dell’ospedale di Terlizzi ha fatto un bilancio in materia di donazione di sangue
Dopo il un notevole successo dell’ultima “Giornata del Donatore” al Centro Trasfusionale del Presidio Ospedaliero “Michele Sarcone” abbiamo fatto qualche domanda alla dottoressa Anna Olivieri, Dirigente Medico del centro, al fine di produrre un provvisorio ‘bilancio’ in materia di donazione di sangue qui a Terlizzi.
Dottoressa, innanzitutto, come è andata la giornata della donazione?
“Molto bene! Abbiamo ricevuto il contributo di 45 persone”.
Molto bene?
“Certo! Può sembrare una cifra scontata ma se pensiamo che durante le scorse giornate del donatore abbiamo raccolto mediamente tra le 25 e 35 sacche, questa volta possiamo ritenerci davvero soddisfatti”.
Quante sacche di sangue raccogliete annualmente?
“Ne raccogliamo un numero variabile, che generalmente oscilla tra le 1200 e le 1500, ma non sono cifre ‘fisse’ dato che nell’anno 2005 ne abbiamo raccolte addirittura 2100″.
La domanda è ovvia: chi dona di più: uomini o donne?
“Bisogna premettere che gli uomini possono donare ogni 90 giorni (ogni 3 mesi per intenderci) mentre le donne, per via delle periodichee fisiologiche perdite di sangue, per legge, possono donare una volta all’anno, quindi ogni 6 mesi. Pertanto, in proporzione posso dire con sicurezza che donano in maggior misura le donne”.
Quali le fasce d’età invece?
“Diciamo subito che su un totale di 100% di donatori, la percentuale di giovani è del 40%, quindi è molto incoraggiante ma la fascia che dà migliori risposte è quella tra i 18 e i 25 anni“.
Come giustifica questa risposta entusiastica, visto che quasi uno su due donatori è un ‘giovane’?
“Credo che sia tutto merito delle politiche di sensibilizzazione e della maggiore pubblicizzazione dell’utilità della donazione”.
“La domanda nasce spontanea”: da tecnico quale lei è, cosa pensa della donazione?
“La donazione è soprattutto un atto d’amore visto che è funzionale a fare del bene e a far star meglio qualcuno che purtroppo ha dei problemi se non addirittura a salvare delle vite. Infatti l’utilizzo del sangue è soprattutto necessario per malattie acute correlate a gravi perdite di sangue a seguito di gravi emorragie come nel caso incidenti e interventi chirurgici.
Ma comunque occorre fare una precisazione: l’uso del sangue non è solo appannaggio di patologie acute ma è utile anche come supporto e sostegno a malattie genetiche come la talassemia in forma grave, a patologie neoplastiche (tumorali), per esempio le leucemie, a patologie epatiche e per il trattamento per le ustioni“.
Dove inviate le sacche raccolte?
“All’ospedale di Molfetta, dove il sangue viene opportunamente lavorato”.
Perché proprio a Molfetta?
“Perché il Presidio ospedaliero di Molfetta ha un centro trasfusionale attrezzato per eseguire sia approfonditi esami di controllo delle sacche raccolte sia per separare e tipizzare le componenti del sangue che dovessero essere suscettibili di utilizzo singolo”.
Utilizzo singolo?
“Certo: il sangue è costituito da due componenti essenziali: la parte liquida o plasma e la parte corpuscolata, cioè globuli rossi, globuli bianche e piastrine. A tal proposito, ci sono nuove procedure che permettono di raccogliere le componenti singole del sangue, a seconda delle patologie, attraverso la tecnica della Plasmaferesi che possiamo applicare anche qui nel Centro Trasfusionale di Terlizzi.
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