Gruppo Agesci: visita a Montella

Valeria De Ceglia

La località in provincia di Avellino è una delle mete preferite dei campi scout

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Domenica 29 ottobre, il gruppo AGESCI 2 di Terlizzi ha organizzato un’uscita a Montella (AV). Abbastanza elevato è stato il numero delle adesioni: ben 120.
Lo scoutismo opera già da molti anni nel nostro paese e ben incarna i principi teorizzati dal suo fondatore, Lord Robert Baden Powell. Questi  “aveva indicato in quattro punti i fondamenti del metodo scout: “formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio del prossimo”. Qualità semplici, ma necessarie per formare un uomo libero ed un buon cittadino”.

Mancano pochi giorni all’inaugurazione del nuovo anno scout (fissata per il 5 novembre) e il gruppo AGESCI ha pensato di rendere meglio conoscibili le sue variegate iniziative ed attività attraverso l’originale uscita di domenica scorsa. Scegliere Montella come meta di questa atipica escursione non è stato fortuito: Montella vanta di essere una delle mete preferite dei campi scout. Né fortuita è stata la data scelta per effettuare l’escursione: ricordiamo che Montella con i paesi adiacenti produce ben 60.000 quintali di castagne l’anno. Le castagne di Montella, inoltre, sono state le prime a guadagnarsi il marchio DOC. Per tali motivi è stato particolarmente ben accetto l’ invito ai partecipanti a dedicarsi a una facoltativa “raccolta di castagne”. L’escursione si è effettuata negli affascinanti piani di Verteglia. Trattasi di un altopiano carsico coperto da boschi. Vegetano faggi, frassini, carpini e castagni; tra le specie animali più diffuse rammentiamo il lupo,l’aquila reale,volpi,lepri,cinghiali,falchi e il raro picchio nero.

Non stupisce, pertanto, che il noto poeta Jacopo Sannazaro avesse composto la sua più importante opera, “l’Arcadia”, in questi luoghi quasi incontaminati.

Monti, selve, fontane, piagge e sassi
vo cercand’io, se pur potesse un giorno
in parte rallentar l’acerbo pianto;
ma ben veggi’or che solo in una valle
trovo riposo a le mie stanche rime,
che murmurando van per mille campi.

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