Festa grande per il “Milico”
Il Sindaco Di Tria: «Un modo per rendere la città partecipe e per far sapere che il patrimonio culturale c’è e che va coltivato»
L’armonia del suono si diffonde e si propaga nell’aere e accarezza sublime l’asprezza e la durezza del cemento nudo e crudo, grigio e grezzo. Le note soffici descrivono ed incorniciano uno scenario che per alcuni istanti diventa onirico. Michele Visaggi fissa il suo colorato clavicembalo mentre Sofia Ruffino tiene lo sguardo basso, concentrato ed intenso sulle sue dita mentre stuzzicano con maestria le corde della sua viola da gamba. Il silenzio domina sovrano e il pubblico è attento e raccolto.
Al termine gli applausi fragorosi durano per qualche minuto e i due musicisti sembrano soddisfatti della prestazione e dell’attenzione ricevuta.
L’apertura del cantiere dei lavori del Teatro “Millico”, intitolato al celebre cantante terlizzese Vito Giuseppe Sebastiano Donato Antonio Millico, ha riscosso un discreto successo e al termine dell’esibizione musicale dei due talenti sono seguiti i saluti dell’Assessore alle Politiche di Coesione Sociale Cipriani e gli interventi dell’Assessore all’Assetto del Territorio Pierro e del Sindaco Di Tria. Entrambi hanno espresso la loro personale soddisfazione per aver ricominciato il recupero di una struttura a lungo trascurata, da fautori del suo rilancio. “Non c’è nessuna inaugurazione oggi ma semplicemente vogliamo dare ai cittadini terlizzesi un segno tangibile di come proseguono i lavori per la ristrutturazione del teatro e di come l’Amministrazione si sta muovendo.
Il secondo lotto di lavori riguarda la parte impiantistica e speriamo di poter ultimare i lavori nell’arco di un anno o un anno e mezzo.(Pierro)“Nel corso della sua storia il Teatro è diventato un cinema ed è stato spogliato dei suoi addobbi e decori negli anni ’70 poi quando si cominciarono i lavori negli anni ‘90 si è scelto un intervento moderno: un teatro d’impostazione moderna in un involucro antico. Quest’apertura dei cantieri è un modo per rendere la città partecipe e per far sapere che il patrimonio culturale c’è e che và coltivato dato che Terlizzi deve sentire come propri i simboli della cultura e della democrazia.(Di Tria)”. Questo il parere delle istituzioni ma è utile ascoltare anche l’opinione dell’altra parte, degli artisti che lo hanno colorato oggi e che comunque rappresentano metaforicamente tutti gli altri che lo ‘riempiranno’ in futuro, Soffia Ruffino e Michele Visaggi:
Com’è andata?
Direi molto bene, sono felice di aver suonato per far rinascere questo teatro (Ruffino); sono molto soddisfatto e meravigliato del pubblico: è stato molto attento nonostante mancassero le sedie; non ci avrei mai giurato(Visaggi).
Cosa pensate di questo teatro?
Mi dispiace che non sia più quello di una volta. Mi dispiace che le cose vengano cambiate comunque in fondo questa ristrutturazione è sempre meglio di niente! Speriamo che torni allo splendore di una volta(Ruffino). Ci voleva! Questo può essere l’unico vero contenitore culturale di Terlizzi; poi è anche situato in una posizione centrale; non solo: nessun paese del circondario ha una struttura così(Visaggi).
Visto che comunque siete dei ‘tecnici del suono’, come ritenete sia l’acustica della struttura?
Ora è ancora presto per dirlo dato che la struttura è aperta in alcuni punti e il suono si disperde anche per via del cemento; quando questo sarà coperto dal legno sarà tutta un’ altra cosa(entrambi).
Avete girato molti teatri: pensate che ci voglia ancora molto per ultimare questo?
Sì, manca tutto il rivestimento, manca molto, ma comunque si può ultimare il tutto anche molto velocemente ma solo se i terlizzesi lo vorranno; la politica c’entra relativamente. Ci piacerebbe tornare a suonare qui una volta terminati i lavori!
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