Una domenica terlizzese da ricordare
Successo per la prima Domenica Terlizzese. Un’intera città a condividere le caratteristiche di una civiltà che affonda le sue radici nella tradizione contadina
Una fredda sera di novembre non ha impedito al paese di riscoprire un’anima pacata ed elegante, legata alle sue più antiche tradizioni come spesso ci si ritrova a vivere tra le mura delle proprie case in quelle giornate cui ci stiamo avviando, in cui le famiglie si ritrovano attorno ad un tavolo a festeggiare.
Domenica sera invece di un tavolo c’era un intero Corso e un’intera città a condividere le caratteristiche di una civiltà che affonda le sue radici nella tradizione contadina, quella silenziosa, dedita al lavoro dei campi e pia che già si è riscontrata durante la commemorazione dei defunti col rito della quartecedde, un parco pasto fatto di pane farcito con tonno, acciughe e ricotta forte.
Non è mancato il pubblico lungo Corso Dante in una domenica dedicata al vino dove si sono ritrovate 13 cantine a proporre le proprie produzioni accompagnate alla guida dei sommeliers della Delegazione Ais Svevia alla riscoperta della Strada dei Vini di Castel del Monte. Cantine storiche come Crifo e la Coop. Vitivin. di Ruvo, l’azienda La Monarca e quella di Piano Mangieri, Torre Vento e Due Palme, Dolce Morso (sede del comitato promotore della nuova Doc “Colline Ioniche” di Taranto) e Feudi di San Marzano (premiata nel 2006 dalla Guida ai Vini della Gazzetta del Mezzogiorno per il miglior Primitivo). E poi le Cantine di Lizzano, Sava, Alberto Longo, Agricola Pliniana, Pruvas, di San Pancrazio, il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, solo alcune delle tappe di un percorso accompagnato alla riscoperta di piatti tipici locali, mostre e portoni decorati per l’occasione come successo in passato con l’iniziativa Portoni in Fiore, in una giornata particolare che ha visto anche lo straordinario evento della riapertura del Teatro Millico in fase di restauro.
Il tutto profumato dall’odore di carne alla brace, tradizione ritrovata quest’anno dopo che qualche olfatto delicato non la trovava consona all’atmosfera cittadina e la musica allegra, colonna sonora di una festa, con le note della Sudestorkestar.
Citando Soldati (Il vino è la poesia della terra) oppure Pindaro (Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo), si riflette su quanto nel lavoro che approda in autunno ci sia delle fatiche dei nostri antenati, di lavori di terra e di doveri, di una dignità che credo faccia di un piccolo paese la spina dorsale per un suo più certo futuro, il decoro della semplicità e della memoria di un paese che deve fare di tutto ciò tesoro.
Il ringraziamento va al Comune di Terlizzi, alla brasserie vineria Marinelli promoter dell’iniziativa, agli imprenditori dei Corsi di Terlizzi, ai florovivaisti e ceramisti e a tutte le istituzioni coinvolte per la riuscita dell’appuntamento e dei prossimi eventi, ma soprattutto ad una città che ha risposto entusiasta ad una domenica Terlizzese.
L’appuntamento è per la prossima domenica Terlizzese, della quale presto ci saranno ulteriori delucidazioni.
Vino color del giorno,
vino color della notte,
vino con piedi di porpora
o sangue di topazio,
vino,
stellato figlio
della terra,
vino, liscio
come una spada d’oro,
morbido
come un disordinato velluto,
vino inchiocciolato
e sospeso,
amoroso,
marino,
non sei mai presente in una sola coppa, in un canto, in un uomo, sei corale, gregario, e, quanto meno, scambievole.
(Ode al Vino di Pablo Neruda)
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro