Lavori in corso per il futuro Partito Democratico
Il nuovo soggetto politico rappresenta una sfida per l’unità di tutto il centrosinistra. A cominciare dai gruppi consiliari
Un tema di ‘scottante’ attualità, un tema dal grosso impatto mediatico; più che un tema, una sfida: il “Partito Democratico”. L’incontro-dibattito “verso il Partito Democratico; identità e progetto” si è rivelato un momento di utile riflessione circa le prospettive che tale futura formazione politica rappresenterà per la Margherita e per la storia che rappresenta e che porta avanti. Relatori sono stati Michele Berardi, Commissario cittadino, Santina Mastropasqua, Capogruppo consiliare della Margherita e Paolo Ceci, Vicesindaco di Terlizzi; moderatore Franco Pagano, Dirigente della Margherita; a tirare le conclusioni Giovanni Tria, Coordinatore Provinciale.
Due giri di interventi da parte dei relatori per poi lasciar spazio al dibattito vero e proprio con il pubblico presente. L’orientamento prevalentemente espresso è consistito nel chiedersi come affrontare le varie difficoltà e come raggiungere i diversi obiettivi del PD tra “identità e progetto”. Apre le danze il moderatore Pagano che esprime parere favorevole al “Partitone” affermando che “il problema è molto sentito ed in una globalizzazione che ci sta sfuggendo di mano occorrono grandi partiti che facciano grandi scelte</strong>; il PD può inoltre anche essere una soluzione ad un sistema in cui tanti piccoli partiti possano alzare la voce ed il prezzo ogni giorno di più. Noi abbiamo il fiore, loro la quercia ma siamo purtroppo accomunati da una selva di problemi.” Berardi afferma che il PD “è quasi una tappa obbligata e le difficoltà di assimilazione non mancano, perciò bisogna essere molto attenti in quanto si può perdere il controllo della situazione.” Mastropasua si interroga:”la nascita del PD è sentita dalla nostra gente? Io ci voglio credere e ci credo a maggior ragione dopo la vittoria americana delle elezioni di mid term; il partito che ci accingiamo a costruire nasce da diverse sensibilità come è già successo per la Margherita. Dobbiamo far politica in maniera diversa così da distinguerci in maniera tangibile dal Governo Berlusconi</strong>; infatti la cosa più brutta in politica è il non essere riconosciuti quando cambia il governo e quando la gente non percepisce il cambiamento. I problemi che oggi viviamo il PD li deve portare nel cuore ed andare avanti. A Terlizzi ci fu un tentativo di fare il gruppo unico ma la proposta di fidanzamento non ebbe seguito</strong>; ho però fiducia che si sappiano trovare le soluzioni che tutti si aspettano: la politica è il luogo del compromesso.”
Ceci ricorda che “il PD è già alla sua seconda esperienza elettorale” e precisa:“credo comunque che le molte titubanze siano più che altro legate al nuovo e pessimo sistema elettorale e per la composizione delle scorse liste elettorali alle politiche. Il progetto è allora quello di convincere i comuni cittadini che il PD possa esprimere al meglio le loro esigenze: le strade della politica sono infatti quelle della mediazione e dell’integrazione. Siamo all’anno 0 del PD ed occorre allora necessariamente pensare al futuro dei nostri giovani ed alle loro prospettive, affinché si possa assicurare più tranquillità e serenità a tutti”.
Conclude allora il Segretario Provinciale Tria che dopo aver ascoltato vari interventi del pubblico, a tratti perplesso e a tratti entusiasta, esordisce dicendo ”ho ascoltato molte cose sagge oggi. Il PD ha già 10 anni, non è più un bambino e può cominciare a far scelte mature ma deve avere nel suo dna il dovere di far ripartire questo paese, dando risposte positive e nuove al paese intero: il mondo è cambiato e la politica non può più prescindere da una buona amministrazione come si faceva una volta; dobbiamo intercettare i bisogni e i sogni della gente. Sono un hegeliano e perciò vi dico che non possiamo già mettere dei paletti al futuro partito perché altrimenti lo ingabbiamo ancor prima che nasca. C’è il rischio che ‘il pesce grande mangi il pesce piccolo’ ma dobbiamo affrontare tutto ciò dialetticamente. La nostra è una cultura storicamente vincente nel XIX secolo perciò non abbiate paura di perdere la vostra identità ma siate ottimisti. Dobbiamo essere uniti il più possibile.”
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