Acquisti verdi: al primo posto il Comune di Terlizzi

Valeria De Ceglia

La rivista trimestrale ecologica “Villaggio Globale” ha stimato la coerenza dimostrata dall’ente locale.

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Sono passati diversi anni da quando il ministro norvegese Burtland,nel 1987,usò per la prima volta il termine Sviluppo Sostenibile durante la Conferenza di Rio de Janeiro. Tale concetto, col tempo, si è ampliato, ha trovato varie applicazioni, costituendo la base di ogni politica ambientale. Lo Sviluppo Sostenibile, per definizione, consiste nell’uso il più contenuto possibile di risorse non rinnovabili</strong>; nella sostituzione,nella misura maggiore possibile, di risorse non rinnovabili con il ricorso a risorse rinnovabili;nella fondazione di un’economia da “equilibrio sostenibile” in modo da garantire anche alle generazioni future un uso giusto e adeguato delle risorse di cui il nostro pianeta dispone.

Esiste uno sterminato ventaglio di iniziative volte a diminuire l’impatto ambientale:tra queste,non ultima in ordine di tempo,compare il Green Public Procurement (GPP),ovvero “gli acquisti verdi della pubblica amministrazione”. Il Green Procurement è un “sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili, cioè quei prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto sulla salute umana e sull’ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo”.

Gli acquisti effettuati dalla pubblica amministrazione sono tutt’altro che esigui: “rappresentano in Italia e in Canada il 17% del Prodotto Interno Lordo (PIL), in Europa il 18%, negli USA il 14%”. Proprio questo alto consumo ha suggerito la messa in atto di una politica che trasformi la Pubblica Amministrazione in una sorta di cliente del Mercato Verde. Vengono,di conseguenza,acquistati prodotti riciclati; è più diffusa la dotazione di macchine bipower (metano e benzina); ai dipendenti vengono forniti sconti nel caso utilizzino mezzi pubblici;per gli spostamenti tra le sedi vengono messe a disposizione biciclette; si fa strada l’utilizzo di materiali ecologici per l’edilizia; è razionalizzato il consumo energetico; è favorita la diminuzione nella produzione dei rifiuti.

L’importanza di questo progetto è stata percepita anche dalla Regione Puglia che con “la Legge Regionale n. 23 del 1° agosto 2006, ha stabilito «norme per promuovere l’introduzione di criteri di eco-efficienza e sostenibilità ambientale nelle procedure di acquisto di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche» [art. 1, LR n. 23/2006]. Nelle amministrazioni pubbliche la Legge Regionale comprende la Regione, le Province, i Comuni con popolazione residente non inferiore a 5mila abitanti, nonché le società a capitale prevalentemente pubblico, i concessionari di pubblici servizi ed Enti, Istituti e aziende dipendenti dagli stessi che operino sul territorio regionale.[art. 2, LR n. 23/2006]”.

In Puglia, è stato il Comune di Terlizzi il primo a credere in questa iniziativa, impegnandosi in azioni visibili e concrete. La stessa rivista trimestrale ecologica “Villaggio Globale” ha stimato la coerenza dimostrata dal Comune di Terlizzi: “In Puglia, il primo ente a voler diventare realmente eco-sostenibile è stato il Comune di Terlizzi. La pubblicazione del primo bando verde per le forniture e gli arredi necessari al nuovo Centro Studi e Ricerche, istituito all’interno del Progetto Life Ambiente «EcoFlower Terlizzi» fu la ciliegia sulla torta di un progetto complessivo. Se l’Ecoflower, la dichiarazione ambientale di prodotto era la possibile risposta pubblica alla riorganizzazione economica del principale settore produttivo, il bando di gara verde ne è stato il necessario corollario applicativo.

Insomma se si credeva che fiori prodotti in maniera eco-sostenibile dovessero essere premiati dal mercato, allora non aveva senso continuare a comportarsi in maniera ecologicamente non sostenibile nei propri acquisti. In questo senso il percorso di innovazione, responsabilità e coerenza del Comune di Terlizzi è stato notevole”.

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