“Rotte nel Microcosmo”. Mostra di Pino Lauria

Valeria De Ceglia

Per testimoniare la presenza, nel nostro paese, di una cittadina poco accolta, quasi emarginata: l’arte.

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Un qualsiasi critico d’arte, di fronte alle creature artistiche di Pino Lauria, esprimerebbe una precisa valutazione estetica, captando tutti i significati che si celano dietro quei bizzarri giochi artistici. Un qualunque cittadino, di fronte alle stesse opere di Lauria, rimarrebbe attonito e subirebbe tutto il fascino dell’arte.

“Rotte nel Microcosmo” è il titolo della mostra dell’artista lucano Pino Lauria,che è possibile visitare fino al 23 novembre presso lo spazio RA comunicazionetotale sito a Terlizzi in via Pasquale Fiore, 35. All’interno della mostra è possibile anche prendere visione di alcuni interventi artistici di Claudio Vino e Nicola Liberatore.

La mostra ha per oggetto opere d’arte contemporanea ed è finalizzata non solo a rendere noti i capolavori artistici di Lauria,Vino e Liberatore ma anche a testimoniare la presenza, nel nostro paese, di una cittadina poco accolta, quasi emarginata: l’arte. Lauria espone capolavori artistici realizzati con i materiali più variegati e meno tradizionali: bitume, pelle di animali, metallo, legno, penne, cuoio, lucido da scarpe. Ecco l’arte divenire paziente sperimentazione</strong>; sperimentare per ricercare il modo più giusto (dal punto di vista artistico) di veicolare messaggi e contenuti.

Dalle foto che vedete emergono i temi principali, in primis il sacro. Un sacro che, passando dal setaccio artistico, acquista un valore in più; un sacro che supera quel senso di banalità che la tradizione popolare gli ha assegnato per arrogarsi un compito più serio,più complesso: “il viaggio nell’inconscio”. Di conseguenza pare quasi che le ali procedano verso la più reale delle direzioni: l’assoluto. Lo stesso tentativo di superamento della limitatezza di vedute propria della tradizione popolare è effettuato dal Lauria con una magistrale rappresentazione degli ex-voto. L’ex-voto consiste nel ringraziare, mediante l’offerta di un oggetto e la messa in atto di un comportamento, la  divinità o il Santo per il beneficio ottenuto.

All’interno della mostra non passano,di certo,inosservate le due lampade,realizzate rispettivamente da Liberatore e da Lauria, che richiamo un altro tema a loro ricorrente:il vino.

Altrettanto degno di nota è l’intervento artistico di Claudio Vino: “un’ombra di marmo”. La dimensione ieratica di questa opera è percepibile da una semplice occhiata. L’opera vuol essere un omaggio a Pier Paolo Pasolini il cui insegnamento era anzitutto rivolto a custodire, promuovere e salvare dalle attuali forme di fascismo l’ARTE. L’arte è un sano scandalo, un primo salutare tentativo per riflettere e mettere in ridicolo un’esistenza omologata e dominata da banalità e vuoto.

«Io penso che dare scandalo sia un diritto, essere scandalizzati un piacere e chi rifiuta il piacere di essere scandalizzato un moralista.»
(P.P.P.,  intervista al secondo canale della tv francese, 31/10/1975)

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