La Margherita accusa il Sindaco e abbandona il Consiglio comunale

Nico Andriani

Un documento a firma Margherita ha scatenato la polemica sul Palazzo di Città. La dichiarazione sospende la prima convocazione della massima assise cittadina.

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In prima convocazione del consiglio comunale, il capogruppo della Margherita Santina Mastropasqua ha presentato un documento in cui si rimproverava al Sindaco tra le altre “arroganza e la mancata trasparenza negli atti amministrativi”, abbandonando l’aula seguita dagli esponenti dei DS, sorpresi da quanto stava accadendo.

Quali siano stati i motivi di tale lettera restano ancora misteriosi, fatto sta che un’aula consiliare rimasta vuota con il solo Sindaco, il Presidente del Consiglio, il consigliere Antonelli (Rosa nel Pugno) e i consiglieri di minoranza, sciolta la seduta alla prima votazione data la mancanza del numero legale di partecipanti, ha visto i consiglieri di minoranza occupare l’aula consiliare fino a sera dove gli stessi hanno tenuto un breve comizio per spiegare alla cittadinanza la crisi allora in atto.

Le accuse dal palco della piazza non sono mancate, da quelle ad una sinistra “incapace di governare” e “legata alle parole e non ai fatti”, alle lamentele di un “rinascimento” che a Terlizzi non ha avuto luogo.

Dalla piazza il capogruppo dell’UDC in consiglio comunale Francesco Amendolagine, di fronte alle parole della Margherita, che “ha preso coscienza dell’assenza di confronto e trasparenza” richiedeva la chiusura di una deludente esperienza amministrativa, dove i consiglieri di minoranza non riescono a far valere la proprie proposte e non ci stanno a votare provvedimenti in consiglio “giusto per far vedere che qualcosa si sta muovendo”.

Le accuse sono state volte ai partiti minori ridotti a guidare piccole “scaramucce di piazza”, come anche ai DS, rei di aver “abbandonato la nave” dopo che i rappresentanti del gruppo politico della Margherita hanno abbandonato l’aula nel giorno in cui in programma c’era l’approvazione del Assestamento di bilancio, bilancio del 2006 dove non vi erano le prerogative per il rispetto del Patto di Stabilità in uno scenario tragico come quello che si aprirebbe per i comuni che non rispettano tale patto con la nuova Finanziaria al vaglio.

Dal palco sono volate le richieste di rassegnare le dimissioni da parte dei consiglieri e chiudere un’esperienza fatta “di favole” a fronte della denuncia di uno scollamento tra la giunta i consiglieri comunali e i dirigenti dei singoli partiti.

Le stesse accuse sono state poi riprese dal capogruppo di AN Nicola Gemmato, che accusava “l’irresponsabilità politica” amministrativa e valutava il documento scritto come una presa di distanza dal metodo di azione politica e dall’incapacità di tenere unite le parti politiche, scagliandosi tra gli altri contro il consigliere Gaetano Antonelli reo di essere “stampella” della maggioranza, avendo permesso, anticipando la votazione di un punto presente all’odg, di sciogliere subito dopo la seduta del consiglio comunale, richiedendo infine la spiegazione dei motivi dell’atteggiamento tenuto da parte della Margherita.

La seconda convocazione del consiglio comunale prevista in mattinata vedrà finalmente le risposte dei diretti interessati alla vicenda che sta facendo temere per la coalizione di maggioranza, già toccata da alcune polemiche defezioni.

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