Una legge dedicata a tutti gli sportivi

Valeria De Ceglia

Ma durante la discussione sul disegno legge “Norme per lo sviluppo dello sport per tutti”, proposto dall’assessore Guglielmo Minervini, si accende la rissa in Consiglio regionale.

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Lo sport non è più una pratica elitaria, da riservare solo ai campioni. Il 60% degli italiani dedica una parte del suo tempo allo sport. Ergo, lo sport diventa anche un importante mezzo per favorire l’integrazione e l’inserimento sociale. Da queste prime constatazioni è nata l’esigenza di una nuova norma regionale sullo sport. 

L’approvazione del disegno legge “Norme per lo sviluppo dello sport per tutti”, proposto dall’assessore Guglielmo Minervini, risale allo scorso 28 novembre.

La legge regionale si propone innanzitutto di dar sostegno ad “attività sportive dilettantistiche, oratoriali e a manifestazioni nazionali e internazionali”; finanziare, inoltre, “l’acquisto di attrezzature sportive e la realizzazione di nuovi impianti per la pratica sportiva. Peraltro la previsione di personale qualificato responsabile, all’interno delle strutture sportive aperte al pubblico, oltre a garantire nuove opportunità occupazionali per tantissimi laureati in Scienze Motorie, garantirà altresì la tutela della salute dei tantissimi sportivi pugliesi”.

L’art. 3 della legge attribuisce ai Comuni funzioni di partecipazione, al fine di rendere più agevole e concreta la messa in pratica della legge. L’auspicio è che anche il nostro Comune possa far uso delle funzioni amministrative e promozionali conferite dalla legge sullo sport.

Non facile è stata l’approvazione di questa legge, avvenuta in un vero e proprio clima da stadio. Il presidente Vendola non riesce a placare l’animata protesta dell’opposizione in quanto il suo intervento è brutalmente interrotto dall’opposizione che “batte mani e piedi e qualcuno anche scarpe sui banchi”. La destra inscena una vera e propria rissa. A seguito di questa gazzarra riteniamo opportuno pubblicare, di seguito, lo sfogo espresso da Guglielmo Minervini nel suo “Diario dello Sciame”:

Carissimi,
le avrete viste anche voi le immagini della rissa. Amare, avvilenti, degradanti. Quella bagarre ha sconfitto la parola e la sua missione di paziente, tenace composizione delle differenze. E dei conflitti. Ha sconfitto la politica come strumento più raffinato per incrociare sguardi, sensibilità, opinioni sulle decisioni, sulle scelte comuni.

Gli sguardi non si sono incrociati nell’aula legislativa del Consiglio Regionale. Si sono scontrati presupposizioni, tatticismi, faziosità. Ma non sguardi e nemmeno ragioni.

Ad un certo punto non c’era più nemmeno il tema. Come in una spirale vittimaria, direbbe Renè Girard, era scomparso l’oggetto della contesa e lo scontro è diventato indifferenziato, indistinto. Tra persone non tra pensieri. Di sport, di fatto, non si è parlato nel dibattito.

Un senso di indignazione si è impadronito di me, insieme ad una grande, profonda estraneità. Mi sentivo addosso tutti gli occhi delle centinaia e centinaia di persone che quella legge sullo “sport per tutti”  l’avevano scritta insieme, con entusiasmo, con intelligenza, con competenza, durante i numerosi forum partecipativi che abbiamo tenuto insieme lungo l’intero territorio regionale nel corso dell’ultimo anno. Mi sentivo dentro l’urto fortissimo di quella passione sociale pura che ha generato uno dei testi più avanzati nel nostro paese, tra i primi dell’ultima generazione, dopo la riforma della Costituzione, ad assumere lo sport come un diritto sociale, un efficacissimo strumento del nuovo welfare “generativo”, una grande risorsa pubblica.

Il nostro testo era già steso quando, dopo l’istituzione del primo ministero per le attività sportive della storia del nostro paese, anche a Roma hanno cominciato ad affermare che allo sport bisogna dedicare specifiche politiche pubbliche per l’inclusione e la coesione.

Sarebbe stato una grande occasione per la politica dimostrare che, attraverso una legge innovativa, si stava dando una risposta avanzata ad uno dei profondi mutamenti del costume e della società. Invece, no. Si è preferito arretrare di decenni, issando, come un feticcio, insopportabili barricate tra laici e cattolici, che, nei sentieri della ricerca di un inedito senso di solidarietà, sono da tempo, da tanto tempo, crollate.

La politica ha dimostrato, in quel dibattito, tutto il suo ritardo rispetto al cammino svolto dalla coscienza sociale.

Per fortuna, la legge è passata comunque. Possiamo ora scrivere una nuova pagina nello sport della nostra regione. Una pagina che, per fortuna sopravviverà a quelle brutte immagini.

Ora disponiamo di un altro strumento per rendere la Puglia un po’ migliore di come l’abbiamo trovata.

Per prender visione del testo integrale della Legge rinviamo al sito: http://www.regionepugliads.it/Pubblicazioni/Sport.%20Legge.doc

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