Associazionismo: le proposte del Centro Studi Politici “Moro”
Costituire una rete interassociativa programmatica formata dai rappresentanti dell’Ente locale, delle Associazioni, dei Movimenti, e degli Organi collegiali delle Scuole e da personalità del mondo del
Con una lettera indirizzata alle associazioni culturali e sociali, ai responsabili delle parrocchie, al presidente della Consulta della Cultura, agli amministratori comunali ed agli organi di stampa, il presidente del Centro Studi Politici “A. Moro, prof. Vito De Leo, propone la costituzione di una Rete interassociativa programmatica, la definizione di una Carta dei Valori, la redazione di una bozza di Protocollo d’intesa con l’Amministrazione comunale e l’istituzione dell’Osservatorio dell’Associazionismo finalizzato alla realizzazione di un Piano strategico per il cambiamento, effettivamente capace di migliorare la qualità della vita culturale e sociale della nostra comunità.
“Premesso che lo Statuto comunale riconosce il valore dell’associazionismo liberamente costituito, tenuto conto che l’Amministrazione comunale lo sostiene nella pluralità delle sue forme quale fondamentale espressione di solidarietà e di progresso civile della comunità cittadina, preso atto dell’esistenza della Consulta delle Associazioni – il presidente del Centro Studi Politici “A.Moro” avanza una serie di proposte aventi l’obiettivo di “superare il frazionamento, l’autoreferenzialità, la dispersione delle risorse e delle energie, la mancanza di trasparenza e di concertazione nelle scelte di carattere programmatico e finanziario, per pervenire alla realizzazione di una rete interassociativa programmatica fondata su valori condivisi”.
“Considerato che nella nostra città sono presenti tantissime realtà associative di ogni ispirazione ideale, culturale, etnica e religiosa per la crescita, l’integrazione e lo sviluppo culturale e sociale del territorio – prosegue Vito De Leo – si rende necessario ed improcrastinabile un incontro con tutte le realtà associative disponibili a discutere le tematiche sopra citate. Prendiamo questa iniziativa con l’auspicio che le istituzioni diventino reale luogo di promozione umana e diano risposte precise e coerenti ad un’attesa etica, culturale e civile diffusa. E’ indispensabile, quindi, alimentare un confronto continuo ed allargato fra chi opera nel “Palazzo” e chi è fuori”. Ma ciò non basta. A fronte di una realtà inquietante sotto molti aspetti, bisogna impegnarsi a fornire segnali positivi che diano corpo ad una nuova attenzione in favore degli ideali di solidarietà e di sussidiarietà e di chi non ha la capacità di esercitare i propri diritti di cittadinanza. La realizzazione di questi principi costituzionali e statutari – conclude il vice-presidente della Consulta della Cultura – può diventare possibile se si concretizzano iniziative dove il confronto, depurato da pregiudizi e fondato su valori condivisi, può farsi gesto collettivo e individuale e tradursi in solidale progetto, in un vero e proprio patto sociale.
Di qui la proposta di “costituire una rete interassociativa programmatica formata dai rappresentanti dell’Ente locale, delle Associazioni, dei Movimenti, e degli Organi collegiali delle Scuole e da personalità del mondo dell’educazione, della cultura e delle professioni, disponibili a produrre un impegno unitario e coordinato, finalizzato alla realizzazione di un “Piano strategico per il cambiamento”, effettivamente capace di migliorare la qualità della vita della nostra comunità”.
“Gli interessati – invita Vito De Leo – sono pregati di far pervenire un cortese cenno di riscontro al seguente indirizzo: deleo6844@alice.it”.
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