Sempre più Broken Cords
Intervista al gruppo emergente terlizzese “Broken Cords” dopo l’ultima esibizione al Circolo Arci di Terlizzi “Torre di Babele”, tracciando così un provvisorio bilancio del loro primo anno di attività
Il gruppo prende posto e comincia a sistemarsi; c’è un po’ di tensione mentre il ‘pubblico’ – soprattutto giovani e allegri ragazzi – osserva e attende curioso. La tensione si scioglie poi subito e lascia spazio all’estro dei 4 musicisti che colorano la sala di travolgente “emo-rock”.Gli applausi renderanno giustizia alla loro bravura.
Quanti pezzi avete eseguito stasera?
Una decina.
Quali?
Intro – con parte parlata di Nicolò Giangaspero, “my illusions”, “10 steps”, “no more lies”, “deep in your eyes”, “le maschere che porto” – testo di Nicolò Giangaspero, “Fairy’s sound”, “only your fault”, “never” e una cover: “song 2”, dei Blur.
Come mai avete suonato all’Arci?
La nostra esibizione è il primo appuntamento di un’iniziativa musicale realizzata dall’Arci che si chiama “ConcertArci” e che prevede altre due serate musicali: il 4 Gennaio suonerà il gruppo Starzerid, mentre il 5 Gennaio i “Tahzin”.
Avete partecipato già a concorsi nazionali, vero?
Certo: abbiamo partecipato al “Bad Habit Music Festival”, tenutosi a Caserta, dove siamo stati selezionati tra i 32 migliori gruppi emergenti in Italia e al “Crazy House”, tenutosi a Fano (PS), dove ci siamo ‘piazzati’ tra i primi 20 gruppi emergenti in Italia.
Com’è andata stasera?
E’ andata abbastanza bene!
Come vi è sembrato il pubblico?
Attento e partecipe!
Avete già un calendario di date in cui suonerete prossimamente?
No. Ora dobbiamo fermarci per ampliare il nostro repertorio e per migliorarlo qualitativamente, per poter così ambire a livelli musicali sempre più alti.
Com’è andato il primo anno di vita dei “Broken Cords”?
Siamo cresciuti molto musicalmente e tecnicamente. Ora siamo molto più affiatati rispetto a quando abbiamo cominciato, visto che come tutti i gruppi musicali anche noi all’inizio abbiamo trovato qualche difficoltà a suonare insieme. Ora invece le cose nascono più spontaneamente.
Come nasce una canzone?
Le canzoni che facciamo nascono spontaneamente e naturalmente dalle emozioni e sensazioni di un momento; l’idea viene subito fissata allora per poi essere modificata e migliorata dai vari membri del gruppo: il nostro genere infatti è proprio l’emo-rock, un rock che parte dalle emozioni e parla di emozioni.
Credete che la vostra musica porti un messaggio con sè? Volete trasmettere qualcosa a chi vi ascolta?
L’unica cosa che ci aspettiamo è che il pubblico che ci ascolta sia sempre più coinvolto e partecipe, sentendo la musica con noi. Speriamo che il pubblico riesca a capire le nostre canzoni in quanto vogliamo far vivere a chi ci ascolta le stesse emozioni che abbiamo provato e vissuto noi.
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