Tutti insieme per un gran “in bocca al lupo” al Mat
Lo scorso 29 dicembre la cittadinanza ha condiviso la presentazione di un progetto brillante che offre una grande prova di democrazia.
Alla presentazione del Mat c’erano proprio tutti, compresi i rappresentanti delle amministrazioni di Giovinazzo e Ruvo di Puglia che hanno partecipato alla presentazione dell’ipotesi progettuale di riqualificazione del Mat. C’era un pubblico caloroso, prevalentemente giovanile, in una biblioteca che, per una sera, ha scelto di abbandonare la sua veste tradizionale per svecchiarsi un po’ e indossare la veste di un vero e proprio laboratorio. Tutto questo per un semplice proposito: dar un piccolo assaggio e una prova visibile e materiale di come sarà il Mat. E allora per la prima volta, la Biblioteca ospita un pittore nell’atto di dipingere una tela, un deejay che tenta di intrattenere con la sua musica e un drammaturgo che risponde al nome di Michele Santeramo la cui bravura è nuovamente riconfermata dalla recitazione di un brano dal ritmo incalzante scritto appositamente per salutare questo progetto.
È una sera indubbiamente importante per la storia del nostro paese che, condividendo con l’intera cittadinanza la presentazione di un progetto brillante, dà una grande prova di democrazia. È un piccolo passo, per dirla con Franco Cassano, verso un disegno di città civile reale in cui tutti cooperano e si impegnano quotidianamente. Già dall’incipit dell’incontro si fa presente la volontà di superare la distanza tra amministrazione e cittadinanza. Amministrare vuol dire innanzitutto favorire una più ampia apertura nei confronti dei cittadini. Una volontà che culmina nell’ipotesi progettuale di recupero e rifunzionalizzazione del Mat, un luogo straordinario dove la cultura non dovrà essere declassata al ruolo di semplice orpello.
Il sindaco Vincenzo Di Tria, con grande entusiasmo, presenta il Mat come una “scommessa”. Si scommette innanzitutto sul ritorno dei giovani, incentivando la loro creatività. “Riconquistiamo una struttura dell’800 per cominciare un percorso di creazione, un crogiuolo di creatività che possa dare risorse preziose al nostro paese”.
A rappresentare le varie associazioni che si sono attivate intorno a questo progetto è Nico Marziale. Questi traccia un breve excursus sulla nascita del progetto del Mat. “Cercavamo di recuperare in luogo” visto che a Terlizzi c’era una radicata “mancanza di possibilità di espressione”; “mancanza della cultura, dell’arte, della creatività. Il Comune ha riconosciuto il nostro progetto. Abbiamo così creato 5 aree tematiche che hanno lavorato in totale autonomia e coordinamento”. Ma il Mat, così come progettato, non si limita ad essere un luogo in cui dar cittadinanza al teatro, alla musica, all’arte. Si è voluto creare uno spazio di interscambio creativo: “un luogo dove tutte le istanze creative si mettono insieme e si influenzano in modo da creare qualcosa di originale” e non doppioni già presenti altrove. L’obiettivo è anche favorire una “stretta correlazione tra la capacità di apprezzare l’arte e il senso civico. Il Mat si candida ad essere quello strumento mediante il quale, apprezzando l’arte, si possa maturare un alto senso civico perché ci manca un senso civile/cittadino”.
L’architetto Arturo Cucciolla, docente universitario, confida: “mi sono arricchito davvero di fronte a questo interlocutore giovane”. Premia, inoltre, anche la scelta del luogo, qualificandola come “coerente e carica di una forte valenza simbolica”. “Era un luogo di morte, dotato di spazi all’aperto. Abbiamo assecondato il luogo. Un cortile scoperto l’abbiamo trasformato in un cortile coperto e l’abbiamo progettato come un cuore intorno al quale è già sistemata una serie di ambienti con varie funzioni. Siamo pronti a partire con l’appalto”. In ultimo, l’architetto Cucciolla palesa anche le difficoltà incontrate, una delle più amare consiste nel superamento delle diatribe tra varie posizioni ideologiche. Il progetto Mat non deve essere avversato da forze politiche di destra perché non si tratta di una “sinistrizzazione” del paese: di fronte a progetti culturali, come questo, tutte le forze politiche dovrebbero trovarsi d’accordo e favorirle.
Franco Milella riferisce con maggiori dettagli il suo ruolo, consistente nel trasformare un’idea brillante in un concreto esempio progettuale per la nostra città.
La parola passa alle varie associazioni che palesano i loro progetti e anche le loro perplessità in merito ad alcune questioni. Tra i vari interventi, vorremmo segnalare quello di Moahmed che, a nome di tutti gli extracomunitari presenti nel territorio di Terlizzi, lamenta l’attuale condizione di vita di molti di loro che si vedono costretti a dormire in un ex-mobilificio sito sulla strada Terlizzi-Molfetta. Tale intervento trova supporto nel rappresentante della Caritas: “L’intervento di Moahmed non è fuori luogo. È un monito per non dimenticare che esiste altro da fare. Stasera stiamo facendo gli auguri ad un progetto, ci sentiamo di appoggiarlo. Ma, scusate amici dell’arte, amici musicisti, amici del teatro, è bello suonare, recitare ma con la pancia piena”.
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