Vandalismo e stupidità: incendiate alcune aule del vecchio Magistrale
Ennesimo atto di stupidità ai danni del vecchio Magistrale. Piccoli roghi ‘colposi’ in alcune aule del pianoterra.
Dopo l’ennesimo episodio che vede alcuni ambienti del liceo psico pedagogico “Tommaso Fiore” ridotti in cenere da ignoti piromani, viene in mente la lezione di civiltà di un anziano signore che in quegli ambienti ha trascorso gli anni della sua formazione scolastica e umana. Speriamo che questo racconto possa servire da monito e da lezione a chi per riempire il vuoto dellapropria esistenza non trova di meglio da fare che appiccare un incendio ad una scuola.
Una volta venne da me un tale con una lunga barba bianca, passo lento ma deciso. Mi portò a vedere un posto, un edificio, grande, spazioso, luminoso. Mentre parlava, ascoltavo curioso e sbalordito la sua storia. Mi disse: ”vedi queste mura? Queste finestre? Quanti ragazzi hanno visto passare, parlare, studiare. Mentre camminavamo nei lunghi corridoi continuava:”vedi queste aule? Quanti ragazzi hanno accolto e formato! Vedi questi banchi? Quanti studenti hanno fatto studiare. E queste lavagne? Quanti gessi hanno visto consumarsi e sbriciolarsi: gessetti su gessetti per calcoli matematici, schemi di storia e spiegazioni di filosofia. Quanti alunni sono stati interrogati di fronte a queste lavagne, accanto a queste cattedre. Quanti registri aperti e chiusi, vuoti e riempiti di voti ed annotazioni. Paure e gioie dettate inesorabilmente da queste grandi cattedre.”
Mentre parlava, indicava tutto con un dito deformato dallo scorrere inesorabile del tempo e delle stagioni. “Qui hanno studiato generazioni e generazioni di giovani; qui ha studiato mio padre, mio nonno e il padre di mio nonno. Sempre con il grembiule, ordinati e attenti, pronti a studiare ma anche a giocare.” I raggi di sole filtravano le finestre per illuminare il corridoio e gli ambienti. Guardavo in alto e quasi ero accecato da tanta luce, che colorava di chiaro i muri e rischiarava aule, dava aria alle scale e si rifletteva sulle sfumature dei pavimenti. “Questa non è una scuola, è una casa, è stata una casa per molto tempo per molti giovani! La bellezza di queste parole, emozionate e sentite, mi riempiva mentre gli occhi del vecchio divenivano quasi lucidi. “Qui ho studiato anch’io e anch’io ho calpestato questi scalini e varcato questi usci. Torno sempre qui ad ammirare lo splendore di questi amabili e dolci ricordi.”
Accarezzava i vecchi muri con le sue mani rugose perdendosi con il suo sguardo intenso con i suoi occhi di un blu immenso nei mille pensieri, fissando i soffitti. “La grandezza” – mi diceva – “di questa ‘casa’ sta proprio nel fatto che è una cosa che è appartenuta a molti, a tutti: è un bene che da sempre, da quando è nato, appartiene all’intera comunità, senza distinzione, a tutti i ragazzi, a tutti gli studenti. Che fascino aver scritto sui banchi dove ha scritto anche mio padre e mio nonno, che fascino condividere un bene comune. Gli antichi romani parlavano di res publica, cioè di cosa pubblica, una cosa che appartiene alla sfera pubblica, non privata e che pertanto ciascuno ha il dovere di tutelare e salvaguardare nel nome di tutti, difendendola come se fosse una cosa propria.”
Fisso la sua folta barba bianca e ad un certo punto si ferma e afferma :”invece c’è purtroppo ancora chi pensa che le cose di tutti siano cose di nessuno, non res publica ma res nullius, decidendo di farne ciò che meglio crede, non rispettando gli altri e anche se stessi in realtà. Anni e anni di storia andati in fumo in qualche irriverente atto di scialbo scempio di un grande bene, rovinando un patrimonio storico della nostra comunità, della nostra gente. Sono esterrefatto d’innanzi a cotanto spreco e incoscienza. Non mi resta quasi altro che rassegnarmi.” A quel punto si sedette su un gradino, lasciandosi quasi cadere senza forze.
Da quel giorno, ogni volta che passo davanti a questa scuola mi sembra sempre di vederlo seduto con lo sguardo basso e triste mentre ogni tanto qualcun altro accende accidentalmente muri e suppellettili.
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