L’occidente visto da Pasolini al Piccolo Osservatorio Garzia

Valeria De Ceglia

Dagli spezzoni che corrono sullo schermo, rimaniamo quasi attoniti perché, dopo trent’anni dalla loro realizzazione, si avverte l’attualità del documentario.

1 commenta

“Grazie a Dio si può tornare indietro. Anzi, si deve tornare indietro. Anche se occorre un coraggio che chi va avanti non conosce.”

Giovedì 18 gennaio, alle ore 20.30, al Piccolo Osservatorio Universale “Garzia” andrà in scena una performance multimediale su “Appunti per un poema sul Terzo Mondo” di Pier Paolo Pasolini. La performance nasce da un lavoro magistralmente compiuto dal Collettivo Laboratorio Teatrale dell’Associazione “Casa dei Popoli” sita a Molfetta. Nello specifico, la performance nasce grazie ai suggerimenti e contributi offerti da Eleonora Adesso, Alberto Altamura, Giulio Bufo, Angela Colonna, Pasqua De Candia, Mimmo de Ceglia, Rino de Pietro, Maria Filograsso, Salvatore Marci, Onofrio Pappagallo, Camilla Petruzzella, Ninnì Vernola, Rosangela Zanna.

La performance multimediale si inserisce all’interno del progetto l’”Urto dell’Immagine” e si presenta come un crogiuolo di musica, video, parole ed immagini. Per offrire ai nostri lettori una sorta di anteprima abbiamo assistito alla rappresentazione del medesimo progetto multimediale tenutosi lo scorso 4 gennaio al Teatro Garibaldi di Bisceglie.

Dagli spezzoni che corrono sullo schermo, rimaniamo quasi attoniti perché, dopo trent’anni dalla loro realizzazione, si avverte l’attualità del documentario. Pasolini e il suo documentario rimasto incompiuto a causa della sua morte suonano quanto mai attuali e, forse, anche in anticipo. La critica caparbiamente espressa da Pasolini è rivolta al nostro caro e puro Occidente. L’Occidente, patria privilegiata del capitalismo, finisce per contaminare l’uomo e avviare opere aberranti come la colonizzazione. In un’epoca dove sono tristemente evidenti il trionfo del capitalismo e la logica della sopraffazione ritorna attuale quell’efficace spunto poetico pasoliniano: “Alì dagli occhi azzurri”.  Con un anticipo di quarant’anni, Pier Paolo Pasolini profetizza lo sbarco di migliaia “figli di poveri” che, con la loro follia ed irrazionalità, distruggeranno la nostra Cultura. Con lo stesso anticipo, Pasolini parla della drammatica situazione del Medio Oriente, ovvero della difficile convivenza tra Israele e la Palestina. Una terra contesa ma che amaramente si trasforma e assume il volto di un luogo occidentale.

L’inneggiamento all’Oriente termina in questa epoca che cancella la sacralità dei luoghi percorsi dal più grande rivoluzionario di tutti i tempi, Cristo; che compie una crociata contro ogni simbolo orientale; che intraprende una guerra politica ed economica che giunge a denominare “guerra di religione”; che banalizza la Torah; che abusa del concetto di jihad; che retrocede e rifà divenire attuale la legge del taglione. L’Occidente siamo noi, ma i tanti Alì dagli occhi azzurri, rinchiusi nei Cpt o impiegati nelle nostre campagne o serre, hanno ormai sostituito al loro senso di primitivo, di arcaico, di materno, di sessuale (tanto amati da Pasolini), la legge della morte e del sangue. Pertanto, la performance multimediale culmina in queste profetiche parole del grande Pasolini:

Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane……
essi sempre umili,
essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli
essi che non vollero mai sapere
 essi che ebbero occhi solo per implorare……………
essi che vissero come assassini sotto terra,
 essi che vissero come banditi in fondo al mare
 essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie…
… deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli occhi azzurri – usciranno da sotto la terra per uccidere –
usciranno dal fondo del mare per aggredire – scenderanno
dall’alto del cielo per derubare – e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare ad essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si e’ fratelli
– distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!