Dal quadrilatero dei fiori più dignità e più diritti

Nicolò Marino Ceci

Giovedì 8 Febbraio si è tenuto un convegno organizzato dalla FLAI – CGIL presso il Chiostro delle Clarisse sul lavoro nero in agricoltura. Numerosi gli interventi dei relatori e del pubblico.

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«Se il Governo non ci aiuta, rimarremo solo dei piccoli agricoltori».

«Non siamo più dei braccianti ma dei lavoratori agricoli! Per fortuna oggi coloro che lavorano nei campi sanno leggere e scrivere ma soprattutto hanno un cervello».

«Oggi non sono venuti alcuni dipendenti di un’azienda floricola per paura di essere visti dal proprietario di questa stessa azienda».

«Dobbiamo avere il coraggio di denunciare e di ribellarci; il sindacato non può risolvere tutti i nostri problemi</strong>; se non si radica in noi una comune coscienza di rispetto del lavoro, alla quale il sindacato lega la sua esistenza, non cambierà nulla».

«Dobbiamo avere il coraggio di combattere le ingiustizie nei campi e di vedere riconosciuti i nostri diritti».

Giovedì 8 Febbraio, presso il Chiostro delle Clarisse, si è tenuto un  incontro tra i lavoratori agricoli e florovivaisti del quadrilatero dei fiori Terlizzi – Ruvo – Molfetta – Giovinazzo e l’Assessore Regionale al Lavoro Marco Barbieri, organizzato dalla Segreteria Provinciale di Bari FLAI – CGIL, sulla “Legge Regionale n° 28/2006 e le nuove norme della Legge Finanziaria 2007 in materia di lotta a tutte le forme di illegalità contrattuali ed al lavoro nero”.

Un convegno che si è presto trasformato in un pubblico dibattito e dunque quelli appena citati sono proprio alcuni e, forse i più significativi, dei tanti interventi del pubblico, un pubblico che non si è mostrato affatto timido o timoroso di parlare e di denunciare. Gente che ha espresso il sentimento unanime di malcontento e di scoraggiamento per una situazione, quella del settore agricolo molto preoccupante a causa del tanto lavoro nero, al quale però si unisce uno spirito di rèvanche da conciliare con il significativo apporto delle istituzioni. Prestigiosi i relatori presenti, tra cui anche il Capo Ispettorato Provinciale del Lavoro – Bari Andresani, Liano Nicolella, Segretario generale FLAI – CGIL Puglia e Patrizia Consiglio, Segretaria Nazionale FLAI – CGIL.

Era presente anche il Sindacalista terlizzese CGIL Flavio Omobono. Subito Andresani afferma che ci sono sanzioni salate per le aziende che non regolarizzano il lavoro nero, precisando che il lavoratore a nero è colui “che non è conosciuto da alcuna istituzione, per cui basta farlo conoscere anche ad una sola di esse, per poi incrociare i dati e risalire alla persona</strong>; anche se l’ispettorato di Bari avesse a disposizione più uomini, questi comunque non basterebbero per coprire l’intero territorio: occorre la collaborazione dei lavoratori nei campi.” Nicolella punta invece l’attenzione sul riconoscimento effettivo delle condizioni di questi lavoratori attraverso salario giusto, inquadramento, contratto a tempo indeterminato e versamento dei contributi per la dignità della persona, per la dignità del lavoratore.”

L’Assessore Barbieri imposta il suo discorso su un livello più istituzionale, affermando che innanzitutto”nessuno ha la bacchetta magica per risolvere i problemi e la storia dell’agricoltura pugliese è spesso precarietà. Non vogliamo danneggiare le aziende ma renderle più competitive sul mercato, però solo le imprese che metteranno i propri lavoratori in regola riceveranno aiuti dalla Regione; le altre no. La Regione Puglia è la prima regione in Italia a fare una legge contro il lavoro nero in agricoltura, introducendo l’indice di congruità, che mette in relazione fatturato dell’azienda e ore lavorative dei suoi dipendenti. Faremo inoltre una convenzione con la Guardia di Finanza per poter effettuare controlli dall’alto con gli elicotteri. Collaboreremo con il governo e potremo essere all’avanguardia nell’Italia intera. L’agricoltura è un’industria a cielo aperto e il sommerso costa tantissimo allo Stato.”

Conclude poi la Segretaria Nazionale Consiglio che statuisce: “da sempre la FLAI si batte per le condizioni del lavoratore in agricoltura; sembra che questo sia il momento buono, visto un Ministro del Lavoro particolarmente sensibile a queste tematiche. Occorre incrociare i dati che abbiamo. I diritti o si riconoscono appieno o non sono diritti. Se chi lavora precario non denuncia, faremo poca strada insieme. La nostra forza è la forza di tutti; la partecipazione e l’attenzione mostrate stasera sono d’aiuto, di conforto e di sostegno.”

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